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Corso antincendio livello 1, 2 e 3: differenze, durata, aggiornamento e scelta corretta per l’azienda

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Indice

Differenze, durata, aggiornamento quinquennale e criteri pratici per scegliere il corso antincendio corretto in base all’attività aziendale.

Il corso antincendio livello 1, livello 2 e livello 3 serve a formare i lavoratori designati come addetti antincendio, cioè le persone incaricate di contribuire alla prevenzione incendi, alla gestione dell’emergenza e all’evacuazione nei luoghi di lavoro.

Per molte aziende il dubbio principale non è se il corso esista, ma quale corso scegliere.

Livello 1, livello 2 o livello 3?
Quante ore dura?
Ogni quanto va aggiornato?
La vecchia dicitura “rischio basso, medio e alto” si usa ancora?
La formazione può essere fatta online?
Il corso lavoratori sostituisce il corso antincendio?

In questa guida vediamo in modo pratico le differenze tra i tre livelli, la durata dei corsi, l’aggiornamento quinquennale e i criteri da seguire per scegliere correttamente il percorso formativo.

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Corso antincendio livello 1, 2 e 3

Corso antincendio livello 1, 2 e 3: cosa significa davvero?

Con il Decreto Ministeriale 2 settembre 2021 la formazione degli addetti antincendio è stata organizzata in tre livelli:

  • corso antincendio per attività di livello 1;
  • corso antincendio per attività di livello 2;
  • corso antincendio per attività di livello 3.

Questa classificazione ha sostituito, per la formazione antincendio, la vecchia impostazione dei corsi per rischio basso, medio e alto prevista dal precedente Decreto Ministeriale 10 marzo 1998.

Nella pratica molte aziende continuano ancora a usare le espressioni “rischio basso”, “rischio medio” e “rischio alto”, ma oggi il riferimento corretto per scegliere il corso degli addetti antincendio è quello dei livelli 1, 2 e 3.

Traduzione pratica

Oggi l’azienda non dovrebbe chiedersi soltanto: “Sono a rischio basso, medio o alto?”

La domanda corretta è: “La mia attività rientra nel livello 1, nel livello 2 o nel livello 3 ai fini della formazione degli addetti antincendio?”

Chi deve frequentare il corso antincendio?

Il corso antincendio deve essere frequentato dai lavoratori designati come addetti antincendio.

La formazione è quindi collegata alla nomina. Non basta avere un lavoratore “disponibile” o “esperto”: se viene designato per la gestione dell’emergenza incendio, deve ricevere una formazione adeguata al livello dell’attività.

In concreto, devono essere formati:

  • i lavoratori nominati addetti antincendio;
  • eventuali sostituti necessari per coprire turni, reparti o sedi;
  • il datore di lavoro, se svolge direttamente compiti di gestione dell’emergenza nei casi consentiti;
  • i lavoratori incaricati della gestione dell’emergenza in uffici, negozi, magazzini, reparti produttivi, cantieri o attività aperte al pubblico.

Per approfondire il tema della nomina, della scelta degli addetti e delle responsabilità del datore di lavoro, puoi leggere la guida Edafos dedicata all’addetto antincendio.

Quanto dura il corso antincendio livello 1, 2 e 3?

La durata del corso dipende dal livello dell’attività.

Tipologia corso Durata formazione iniziale Destinatari
Corso antincendio livello 1 4 ore Addetti antincendio in attività di livello 1
Corso antincendio livello 2 8 ore Addetti antincendio in attività di livello 2
Corso antincendio livello 3 16 ore Addetti antincendio in attività di livello 3

Il livello 1 riguarda attività con condizioni antincendio più semplici.
Il livello 2 riguarda attività con maggiore complessità organizzativa o gestionale.
Il livello 3 riguarda attività con rischio incendio più elevato o con caratteristiche particolarmente rilevanti ai fini della prevenzione incendi.

Errore da evitare

Il corso non va scelto partendo dalla durata.

La domanda non è: “Quale corso dura meno?”
La domanda corretta è: “Quale corso è coerente con il rischio incendio e con l’attività aziendale?”

Qual è la differenza pratica tra livello 1, livello 2 e livello 3?

Il modo più semplice per orientarsi è leggere i tre livelli come una scala crescente di complessità.

Livello Durata Quando può essere indicato
Livello 1 4 ore Attività con rischio incendio più contenuto e gestione dell’emergenza più semplice
Livello 2 8 ore Attività con maggiore complessità, presenza di reparti, pubblico, materiali combustibili o procedure più articolate
Livello 3 16 ore Attività con rischio incendio più elevato, particolare complessità organizzativa, affollamento rilevante, presenza di sostanze o lavorazioni pericolose, oppure attività che rientrano nei casi specifici previsti per il livello 3.

Il livello 1 non va scelto automaticamente perché l’azienda è piccola. Anche una piccola attività può avere materiali, impianti, lavorazioni o presenza di pubblico tali da richiedere una valutazione più attenta.

Il livello 2 è molto frequente nella pratica aziendale, perché molte attività non sono semplicissime ma neppure così complesse da rientrare nel livello 3.

Il livello 3 richiede una formazione più ampia e può riguardare attività con maggiore esposizione al rischio incendio, affollamento rilevante, sostanze o lavorazioni pericolose, ambienti complessi o collegamenti con gli adempimenti di prevenzione incendi.

Livello 1, 2 e 3 non sono solo nuove etichette

I livelli non devono essere utilizzati come una semplice traduzione automatica delle vecchie categorie basso, medio e alto.

Possono aiutare a orientarsi, ma la scelta corretta deve sempre partire dalla valutazione del rischio incendio e dalle caratteristiche effettive dell’attività.

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Durata formazione e aggiornamento corso antincendio

Ogni quanto deve essere aggiornato il corso antincendio?

L’aggiornamento del corso antincendio deve essere effettuato almeno ogni 5 anni.

La durata dell’aggiornamento cambia in base al livello dell’attività:

Aggiornamento Durata
Aggiornamento antincendio livello 1 2 ore
Aggiornamento antincendio livello 2 5 ore
Aggiornamento antincendio livello 3 8 ore

Per verificare la scadenza, l’azienda deve partire dalla data dell’ultimo corso di formazione o aggiornamento svolto dall’addetto.

Controllo rapido degli attestati

Per ogni addetto antincendio, l’azienda dovrebbe tenere una tabella con:

  • nome e cognome;
  • sede o reparto;
  • livello del corso;
  • data del corso iniziale;
  • data dell’ultimo aggiornamento;
  • prossima scadenza;
  • eventuale sostituto in caso di assenza.

Questo semplice controllo evita dimenticanze e aiuta l’azienda a dimostrare una gestione ordinata della formazione.

Il corso antincendio sostituisce la formazione lavoratori?

No.

Il corso antincendio non sostituisce la formazione generale e specifica dei lavoratori. Allo stesso modo, la formazione lavoratori non sostituisce il corso antincendio.

Sono due percorsi diversi:

  • la formazione lavoratori riguarda i rischi generali e specifici collegati alla mansione e all’ambiente di lavoro;
  • il corso antincendio riguarda i lavoratori designati per la gestione dell’emergenza incendio.

Un lavoratore può quindi dover frequentare entrambi i percorsi: formazione generale e specifica come lavoratore e formazione antincendio se viene nominato addetto antincendio.

Il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 è importante per molti percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ma per la formazione specifica degli addetti antincendio il riferimento principale resta il Decreto Ministeriale 2 settembre 2021.

Come scegliere il corso antincendio corretto per l’azienda?

La scelta del corso antincendio corretto deve partire dalla valutazione del rischio incendio e dalle caratteristiche dell’attività.

Il datore di lavoro, con il supporto del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e degli altri soggetti competenti quando necessario, deve valutare:

  • attività svolta;
  • materiali presenti;
  • sostanze utilizzate;
  • lavorazioni;
  • impianti;
  • fonti di innesco;
  • numero di lavoratori;
  • presenza di pubblico;
  • dimensioni e articolazione dei locali;
  • vie di esodo;
  • turni e sedi;
  • eventuale assoggettabilità ai controlli di prevenzione incendi;
  • obbligo di piano di emergenza;
  • necessità di prove di evacuazione.

La scelta del livello formativo deve essere coerente anche con l’organizzazione delle emergenze aziendali. Per verificare quando il documento è obbligatorio e quali procedure deve contenere, consulta la guida sul piano di emergenza ed evacuazione.

La formazione degli addetti deve poi essere verificata nella pratica: le prove di evacuazione consentono di controllare se ruoli, allarme, vie di esodo e punto di raccolta funzionano realmente nell’organizzazione aziendale.

La responsabilità organizzativa resta in capo al datore di lavoro, ma nella pratica la scelta del livello viene spesso effettuata con il supporto del RSPP, del consulente sicurezza, del tecnico antincendio o del soggetto che cura la valutazione del rischio incendio.

L’azienda dovrebbe essere in grado di spiegare perché ha scelto un determinato livello. In caso di controllo, infatti, non conta soltanto avere un attestato: conta dimostrare che quell’attestato è coerente con il rischio dell’attività.

Attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco

Per una prima verifica, l’azienda può consultare l’elenco sintetico delle 80 attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi ai sensi dell’Allegato I al D.P.R. 151/2011.

Il documento è utile come orientamento iniziale, ma non sostituisce la valutazione tecnica dell’attività, la classificazione nelle categorie A, B e C e la verifica degli adempimenti previsti dalla normativa vigente.

Scarica l’allegato: Elenco delle attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi – D.P.R. 151-2011

Attenzione: il fatto che un’attività sia soggetta ai controlli di prevenzione incendi non significa automaticamente che il corso debba essere di livello 3. Molte attività soggette al D.P.R. 151/2011 possono rientrare nel livello 2, salvo i casi che presentano caratteristiche tali da richiedere il livello 3.

Dopo questa prima verifica documentale, l’azienda deve comunque collegare il livello del corso antincendio alla propria organizzazione reale. Non basta sapere se l’attività rientra o meno tra quelle soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco: bisogna capire se la formazione scelta è coerente con il rischio, gli ambienti, i turni e gli addetti effettivamente nominati.

Prima di scegliere il livello: quattro verifiche pratiche da fare

Prima di iscrivere un lavoratore al corso antincendio, l’azienda dovrebbe evitare una scelta automatica basata solo sulla durata del corso. La decisione corretta deve tenere insieme quattro aspetti: il tipo di attività, il numero di addetti da formare, la validità degli attestati già posseduti e l’eventuale necessità dell’attestato di idoneità tecnica antincendio.

Caso aziendale Attenzione pratica
Piccolo ufficio senza pubblico rilevante Può spesso rientrare nel livello 1, salvo diversa valutazione del rischio incendio.
Negozio aperto al pubblico Valutare affollamento, superficie, materiali presenti, vie di esodo e piano di emergenza.
Magazzino con materiali combustibili Non scegliere automaticamente il livello 1: occorre verificare quantità, deposito, lavorazioni, impianti e presidi antincendio.
Cantiere con fiamme libere, lavorazioni a caldo o sostanze infiammabili Può essere necessario orientarsi almeno verso un livello 2, in base alla valutazione del rischio incendio.
Scuola, struttura sanitaria, grande albergo, deposito rilevante o attività complessa Verificare attentamente l’eventuale livello 3 e l’eventuale necessità dell’attestato di idoneità tecnica antincendio.

Un altro aspetto da non trascurare riguarda il numero degli addetti antincendio.

La classificazione richiede particolare attenzione anche nelle chiese, nelle parrocchie e negli oratori, dove affollamento variabile, celebrazioni, sale aperte al pubblico, attività con bambini e ambienti accessori rendono necessaria una valutazione specifica dell’antincendio nei luoghi di culto.

Non esiste un numero fisso valido per tutte le aziende: la scelta deve tenere conto di sedi, reparti, turni, assenze, presenza di pubblico, dimensioni dei locali, vie di esodo e organizzazione del piano di emergenza. Formare un solo addetto può non essere sufficiente se l’azienda lavora su più turni o se ci sono più ambienti da presidiare.

Bisogna poi distinguere il corso antincendio dall’attestato di idoneità tecnica antincendio. Il corso forma l’addetto; l’idoneità tecnica, quando prevista, richiede una verifica specifica presso il Comando dei Vigili del Fuoco. Per questo il datore di lavoro deve verificare non solo il livello del corso, ma anche se l’attività rientra tra quelle per cui è richiesto l’attestato di idoneità tecnica.

Infine, se l’addetto possiede un vecchio attestato antincendio rilasciato con la precedente classificazione “rischio basso, medio o alto”, l’azienda non deve considerarlo automaticamente inutilizzabile. Deve però controllare la data del corso, l’eventuale aggiornamento, la coerenza con il livello attuale dell’attività e l’eventuale obbligo di aggiornamento quinquennale.

Domanda pratica prima dell’iscrizione

Prima di iscrivere un lavoratore al corso, verifica se il livello scelto è coerente con:

  • DVR;
  • valutazione del rischio incendio;
  • piano di emergenza, se previsto;
  • attività realmente svolta;
  • numero di persone presenti;
  • mansioni degli addetti;
  • presidi antincendio disponibili;
  • organizzazione dei turni.

Il vecchio attestato rischio basso, medio o alto è ancora valido?

Gli attestati rilasciati secondo la normativa precedente non devono essere automaticamente considerati inutilizzabili solo perché è cambiata la classificazione.

Per i vecchi attestati occorre verificare anche il periodo transitorio previsto dal DM 2 settembre 2021. Il primo aggiornamento degli addetti antincendio deve avvenire entro cinque anni dalla data dell’ultima formazione o dell’ultimo aggiornamento. Se, alla data di entrata in vigore del decreto, cioè il 4 ottobre 2022, erano già trascorsi più di cinque anni dall’ultima attività formativa o dall’ultimo aggiornamento, l’obbligo di aggiornamento doveva essere assolto entro dodici mesi, quindi entro il 4 ottobre 2023.

L’azienda, inoltre, deve verificarne la coerenza con la situazione attuale.

In particolare, bisogna controllare:

  • data di rilascio dell’attestato;
    • eventuale aggiornamento svolto;
    • livello attuale dell’attività;
    • mansione e sede del lavoratore;
    • eventuali cambiamenti aziendali intervenuti;
    • scadenza dell’aggiornamento quinquennale.

Se nel frattempo l’azienda ha cambiato sede, ampliato i locali, introdotto nuovi materiali, modificato l’attività o riorganizzato la gestione dell’emergenza, potrebbe essere necessario rivalutare anche la formazione degli addetti.

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Come scegliere il corso antincendio corretto per la tua azienda

Il corso antincendio può essere fatto in videoconferenza o e-learning?

Il corso antincendio per addetti non può essere gestito come un normale corso online.

Il riferimento principale è il Decreto Ministeriale 2 settembre 2021, che disciplina la formazione e l’aggiornamento degli addetti antincendio all’articolo 5 e nell’Allegato III. La modalità di somministrazione è stata poi chiarita dalla Circolare DCPREV dei Vigili del Fuoco prot. n. 15472 del 19 ottobre 2021, secondo cui, per i corsi di formazione e aggiornamento degli addetti antincendio, la formazione a distanza in modalità sincrona può essere utilizzata solo per la parte teorica.

Questo significa che:

  • l’e-learning asincrono non è ammesso per assolvere il corso antincendio degli addetti;
  • la videoconferenza sincrona può essere utilizzata soltanto per i contenuti teorici;
  • la parte pratica deve essere svolta in presenza;
  • l’attestato deve dimostrare un percorso coerente con il livello del corso e con le modalità consentite.

La distinzione è importante: l’e-learning asincrono è il corso seguito autonomamente su piattaforma, senza presenza simultanea del docente; la videoconferenza sincrona, invece, prevede docente e discenti collegati nello stesso momento, con interazione e controllo della partecipazione.

Per gli addetti antincendio, però, la sola teoria non basta. La parte pratica è essenziale perché l’addetto deve acquisire familiarità con estintori, attrezzature, procedure operative e comportamenti da adottare in caso di emergenza.

L’addestramento all’uso del presidio deve essere accompagnato dalla conoscenza della sua collocazione e idoneità: nella guida sugli estintori in azienda spieghiamo quanti ne servono, dove devono essere posizionati e chi deve occuparsi dei controlli.

Cosa controllare prima di scegliere il corso

Prima di iscrivere un addetto antincendio, l’azienda dovrebbe verificare:

  • se la parte teorica è svolta in presenza o in videoconferenza sincrona;
  • dove e quando viene svolta la parte pratica;
  • se la parte pratica è realmente in presenza;
  • se il corso è coerente con il livello 1, 2 o 3;
  • se i docenti possiedono i requisiti previsti;
  • se l’attestato distingue correttamente teoria, pratica e verifica finale;
  • se la documentazione consente di dimostrare la frequenza effettiva.

Il tema è delicato perché l’antincendio non è solo conoscenza normativa: è capacità di agire correttamente e in sicurezza davanti a un principio di incendio.

Quali contenuti deve affrontare il corso antincendio?

I contenuti variano in base al livello del corso.

In generale, la formazione antincendio affronta temi come:

  • principi della combustione;
  • principali cause di incendio;
  • sostanze estinguenti;
  • rischi alle persone e all’ambiente;
  • misure di prevenzione;
  • procedure da adottare in caso di incendio;
  • chiamata dei soccorsi;
  • evacuazione;
  • uso degli estintori;
  • conoscenza dei presidi antincendio;
  • gestione dell’emergenza;
  • esercitazioni pratiche.

Più cresce il livello dell’attività, più il corso diventa articolato.

L’obiettivo non è riempire ore di lezione, ma formare addetti capaci di contribuire davvero alla gestione dell’emergenza.

Quali documenti conservare per dimostrare la formazione corretta?

In caso di controllo, l’azienda dovrebbe poter dimostrare non solo che il corso è stato fatto, ma anche che è stato scelto correttamente.

Per questo è utile conservare:

  • DVR aggiornato;
  • valutazione del rischio incendio;
  • elenco degli addetti antincendio;
  • lettere di nomina;
  • attestati di formazione;
  • attestati di aggiornamento;
  • evidenza del livello del corso;
  • piano di emergenza, quando previsto;
  • verbali delle prove di evacuazione, quando previste;
  • documentazione su estintori, impianti e presidi;
  • eventuali note interne sulla scelta del livello formativo.

La coerenza tra questi documenti è fondamentale. Un attestato formalmente presente, ma non coerente con il livello dell’attività, può non essere sufficiente a dimostrare una gestione corretta.

La documentazione relativa ai presidi non dovrebbe essere conservata in modo frammentario: il registro dei controlli antincendio consente di organizzare verifiche periodiche, manutenzioni, anomalie riscontrate e relativi interventi correttivi.

Quali errori evitare nella scelta del corso antincendio?

Errori da evitare

  • Scegliere il corso più breve senza valutazione.
  • Confondere formazione lavoratori e formazione antincendio.
  • Usare ancora le vecchie diciture senza verificare i livelli attuali.
  • Dimenticare l’aggiornamento ogni 5 anni.
  • Non verificare la coerenza tra corso e rischio incendio.
  • Formare un solo addetto senza valutare turni, assenze, reparti e sedi.
  • Non collegare corso, nomina e piano di emergenza.
  • Conservare attestati senza controllare se il lavoratore ricopre ancora il ruolo.
  • Non aggiornare la formazione dopo modifiche aziendali rilevanti.
  • Non conservare la documentazione in modo ordinato.

Checklist operativa per scegliere il corso antincendio corretto

Checklist per l’azienda

Prima di iscrivere un lavoratore al corso antincendio, verifica:

  • L’addetto è stato formalmente designato?
  • Il ruolo è coerente con l’organizzazione aziendale?
  • È presente nei turni o nelle sedi da coprire?
  • Il DVR è aggiornato?
  • La valutazione del rischio incendio è coerente?
  • L’attività rientra nel livello 1, 2 o 3?
  • Il corso scelto ha la durata corretta?
  • L’aggiornamento precedente è ancora valido?
  • Sono passati più di 5 anni dall’ultimo corso?
  • Il piano di emergenza, se previsto, riporta gli addetti corretti?
  • Gli attestati sono conservati?
  • È stato previsto un sostituto in caso di assenza?
  • Il soggetto formatore è adeguato?
  • La formazione prevede la parte pratica prevista per il livello del corso?

Dalla norma alla pratica: cosa fare da domani in azienda

Il corso antincendio livello 1, 2 e 3 non deve essere scelto come un prodotto standard, ma come una misura organizzativa collegata alla valutazione del rischio incendio.

Da domani, l’azienda dovrebbe fare tre verifiche semplici:

  1. controllare l’elenco degli addetti antincendio;
  2. verificare livello e data degli attestati;
  3. confrontare la formazione svolta con il rischio reale dell’attività.

Se emergono dubbi, è meglio intervenire prima di un controllo o di un’emergenza.

Per Edafos, la formazione antincendio non è solo un attestato da archiviare, ma uno strumento concreto di prevenzione: scegliere il corso corretto significa mettere gli addetti nelle condizioni di proteggere le persone, l’azienda e la continuità del lavoro.

FAQ Corso antincendio livello 1 2 3
FAQ Corso antincendio livello 1, 2 3

FAQ

Qual è la differenza tra corso antincendio livello 1, 2 e 3?
La differenza riguarda il livello dell’attività e la complessità della gestione antincendio. Il livello 1 prevede 4 ore, il livello 2 prevede 8 ore e il livello 3 prevede 16 ore.

Il corso antincendio livello 1, 2 e 3 ogni quanto va aggiornato?
L’aggiornamento del corso antincendio deve essere effettuato almeno ogni 5 anni. La durata dell’aggiornamento è di 2 ore per il livello 1, 5 ore per il livello 2 e 8 ore per il livello 3.

Come faccio a sapere quale corso antincendio scegliere?
La scelta deve partire dalla valutazione del rischio incendio, dalle caratteristiche dell’attività, dalla presenza di materiali o lavorazioni pericolose, dal numero di persone presenti, dai turni, dalle sedi e dall’eventuale assoggettabilità ai controlli di prevenzione incendi.

La vecchia dicitura rischio basso, medio e alto è ancora valida?
Per la formazione degli addetti antincendio il riferimento attuale è ai livelli 1, 2 e 3 del Decreto Ministeriale 2 settembre 2021. Le vecchie diciture possono essere ancora usate nel linguaggio comune, ma l’azienda deve verificare la corrispondenza con i livelli attuali.

Il corso lavoratori sostituisce il corso antincendio?
No. La formazione generale e specifica dei lavoratori non sostituisce il corso antincendio. Il lavoratore nominato addetto antincendio deve frequentare il percorso specifico previsto per il livello dell’attività.

Un addetto antincendio con attestato vecchio deve rifare tutto il corso?
Non necessariamente. Bisogna verificare la data dell’attestato, l’eventuale aggiornamento, il livello attuale dell’attività e la coerenza tra formazione svolta e rischio incendio presente in azienda.

Se l’azienda cambia sede o attività, bisogna rifare il corso antincendio?
Non sempre automaticamente, ma è necessario rivalutare il rischio incendio e verificare se il livello formativo degli addetti è ancora adeguato alla nuova situazione.

Il corso antincendio può essere svolto interamente in e-learning?
No. L’e-learning asincrono non è ammesso per assolvere il corso antincendio degli addetti. La videoconferenza sincrona può essere utilizzata solo per la parte teorica, mentre la parte pratica deve essere svolta in presenza.

Il datore di lavoro può scegliere il corso antincendio più breve?
No. Il corso deve essere scelto in base al livello dell’attività e alla valutazione del rischio incendio, non in base alla durata più conveniente.

Il corso antincendio deve prevedere una parte pratica?
Sì. La formazione antincendio comprende anche aspetti pratici collegati all’uso dei presidi e alla gestione dell’emergenza, secondo quanto previsto per il livello del corso.

Quando serve l’attestato di idoneità tecnica antincendio?
L’attestato di idoneità tecnica antincendio non coincide automaticamente con il semplice attestato del corso. Quando previsto, richiede una verifica specifica presso il Comando dei Vigili del Fuoco. L’azienda deve quindi controllare se la propria attività rientra tra quelle per cui è richiesto tale adempimento, oltre a scegliere correttamente il livello del corso.

Quanti addetti antincendio deve nominare l’azienda?

Non c’è un numero fisso uguale per tutti; dipende da organizzazione, turni, sedi, reparti, presenza di pubblico, piano di emergenza e rischio incendio. La circolare richiama anche il collegamento tra piano di emergenza e nominativi degli incaricati.

Se l’attività è soggetta ai controlli dei Vigili del Fuoco, serve sempre il corso livello 3?
No. L’assoggettabilità ai controlli di prevenzione incendi non comporta automaticamente la scelta del corso antincendio livello 3. Molte attività soggette al D.P.R. 151/2011 possono rientrare nel livello 2, salvo i casi che presentano caratteristiche tali da richiedere il livello 3.

Chi può erogare il corso?

Il DM consente i corsi anche a soggetti pubblici o privati, purché si avvalgano di docenti con i requisiti dell’art. 6.

Link Utili

Decreto Ministeriale 2 settembre 2021 – Gazzetta Ufficiale

Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 – Normattiva

DPR 1 agosto 2011, n. 151 – Gazzetta Ufficiale

Circolare DCPREV Vigili del Fuoco prot. n. 15472 del 19 ottobre 2021

Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 – Conferenza Stato-Regioni

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