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HACCP E SAB (ex REC): differenze, corsi e validità

CORSI HACCP

Indice

Differenze tra HACCP e SAB (ex REC)

La differenza tra HACCP e SAB (ex REC) è sostanziale.

La formazione HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) riguarda igiene degli alimenti e autocontrollo (Reg. (CE) 852/2004 e prassi regionali): è il sistema con cui gli operatori del settore alimentare gestiscono i rischi lungo la filiera.

Il SAB – ex REC è, invece, un requisito professionale per l’avvio di attività di somministrazione e vendita di alimenti e bevande (bar, ristoranti, negozi), disciplinato dalla normativa sul commercio e dai regolamenti regionali/Comuni: attesta l’idoneità professionale dell’imprenditore/gestore, non sostituisce l’HACCP e non è il “patentino igienico”.

SAB (EX REC) PER AVVIO ATTIVITA' DI SOMMINISTRAZIONE ALIMENTI E BEVANDE
SAB (EX REC) PER AVVIO ATTIVITA’ DI SOMMINISTRAZIONE ALIMENTI E BEVANDE

In sintesi:

  • HACCP = formazione igienico-sanitaria obbligatoria per tutti gli operatori della filiera alimentare (OSA -Operatore del Settore Alimentare- e personale).
  • SAB (ex REC) = titolo abilitante per aprire/gestire un’attività di somministrazione/vendita (oltre a eventuale esperienza o titoli di studio equipollenti previsti localmente).
  • Spesso co-esistono: il titolare può avere SAB per l’attività e dover garantire l’HACCP per sé e per i dipendenti.

Riferimenti normativi essenziali

• Il corso HACCP è regolato dal Regolamento (CE) n. 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari e dalle relative leggi/regolamenti regionali: non è un corso previsto dal D.Lgs. 81/08, ma un obbligo specifico legato alla sicurezza alimentare.

• Il Ministero della Salute è l’autorità centrale competente in Italia per l’igiene degli alimenti, l’applicazione dei regolamenti europei e la sicurezza alimentare (contesto HACCP).

Tipologie di corso HACCP: ruoli e contenuti

Le tre tipologie di corso (base, intermedio e responsabile) non sono direttamente previste dal Reg. (CE) 852/2004, che si limita a imporre all’Operatore del Settore Alimentare l’obbligo di garantire una formazione adeguata al personale (art. 5 e Capitolo XII dell’Allegato II).

La suddivisione in livelli di rischio 1-2-3 è stata introdotta dalle Regioni e dalle ASL, che hanno definito contenuti e durate specifiche in base alle diverse mansioni degli operatori.

 

HACCP - RESPONSABILE INDUSTRIA ALIMENTARE
HACCP – RESPONSABILE INDUSTRIA ALIMENTARE

1. Corso HACCP per Responsabili dell’Industria Alimentare

(Responsabili Industria Alimentare – Rischio 3)

A chi si rivolge

Titolari, gestori, OSA e figure che hanno responsabilità diretta sul piano di autocontrollo e sull’organizzazione delle misure igienico-sanitarie (responsabili di produzione, responsabili qualità, ecc.).

Cosa copre in genere

  • Quadro normativo: Reg. (CE) 852/2004, Reg. (UE) 2021/382, normativa nazionale di recepimento, responsabilità dell’Operatore del Settore Alimentare (OSA).
  • Principi e fasi del sistema HACCP: analisi dei pericoli, individuazione dei CCP, limiti critici, monitoraggi, azioni correttive.
  • Gestione delle non conformità, richiami e ritiri di prodotti, gestione delle allerte, rapporti con l’autorità competente.
  • Tracciabilità e rintracciabilità, gestione degli allergeni e comunicazione al consumatore.
  • Organizzazione della formazione interna e della “cultura della sicurezza alimentare”.

HACCP - RISCHIO 2
HACCP – RISCHIO 2

2. Corso HACCP per Addetti che manipolano alimenti

(Livello intermedio – Rischio 2)

A chi si rivolge

Personale che manipola direttamente gli alimenti, ad esempio:

  • cuochi, aiuto-cuochi, pizzaioli, pasticceri;
  • camerieri e baristi che preparano alimenti e bevande;
  • addetti alla produzione, trasformazione, porzionamento e somministrazione.

Cosa copre in genere

  • Igiene personale (lavaggio mani, DPI, comportamenti vietati).
  • Pulizia e sanificazione di locali, attrezzature e utensili.
  • Prevenzione delle contaminazioni (fisiche, chimiche, microbiologiche).
  • Gestione delle temperature (catena del freddo, cottura, abbattimento rapido).
  • Prevenzione della cross-contamination e gestione pratica degli allergeni (separazione, etichettatura, comunicazione).
HACCP - RISCHIO 1
HACCP – RISCHIO 1

3. Corso HACCP di base per Addetti che non manipolano alimenti

(Livello base – Rischio 1)

A chi si rivolge

Personale che lavora nel settore alimentare ma non manipola direttamente il prodotto, per esempio:

  • Cameriere che non manipola alimenti (porta solo piatti già pronti dalla cucina al tavolo, versa acqua, vino, bevande in bottiglia, sparecchia, pulisce i tavoli)
  • addetti alle pulizie in bar, ristoranti, mense, strutture alberghiere;
  • addetti al trasporto, magazzinieri, personale di stoccaggio;
  • addetti alla vendita non assistita o al solo confezionamento, personale in attività semplici dove non si effettua lavorazione diretta

Cosa copre in genere

  • Principi di igiene alimentare e comportamenti corretti nelle aree di lavoro.
  • Corretta movimentazione e conservazione degli alimenti (evitare rotture di catena del freddo, proteggere gli imballi, evitare contaminazioni).
  • Cenni su etichettatura minima, lotti, date di scadenza/TMC.
  • Buone prassi in aree non produttive (corridoi, magazzini, trasporto, punti vendita), gestione dei rifiuti, pulizia di locali e attrezzature di supporto.
HACCP OBBLIGATORIO
HACCP OBBLIGATORIO

Validità e durata del corso HACCP: ogni quanto aggiornare l’attestato e quante ore servono davvero

Quando si parla di corso HACCP, una delle domande più frequenti riguarda la validità dell’attestato: ogni quanto va rinnovato? Ogni Regione stabilisce regole diverse sulla scadenza e sull’aggiornamento dell’attestato HACCP, per questo è importante avere una panoramica chiara della situazione. La tabella seguente riassume la validità media del corso HACCP per aree geografiche, così da capire subito se, nel proprio caso, è necessario un aggiornamento biennale, triennale, quadriennale o quinquennale.

In altre parole, la validità dell’attestato HACCP non è uguale in tutta Italia: in alcune Regioni l’aggiornamento è richiesto ogni 2 anni, in altre ogni 3, 4 o 5 anni, mentre in realtà come la Toscana non esiste una scadenza formale, ma è comunque raccomandato un aggiornamento periodico. Per questo, prima di iscriversi a un corso HACCP o a un aggiornamento, è sempre bene verificare le indicazioni della propria Regione o della ASL competente.

HACCP - VALIDITA' ATTESTATO
HACCP – VALIDITA’ ATTESTATO

Validità dell’attestato HACCP per Regione (periodicità media del rinnovo)

Periodicità attestato Regioni Dettagli e note operative
Biennale

(2 anni)

Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Basilicata, Sardegna, Lombardia* (consigliato), Trentino-Alto Adige* (consigliato), Veneto* (consigliato) In queste Regioni la validità biennale del corso HACCP è prevista o indicata come riferimento per l’aggiornamento. In Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige, pur mancando spesso una scadenza espressa in norma, le ASL e le associazioni di categoria raccomandano il rinnovo ogni 2–3 anni per garantire l’aggiornamento continuo del personale.
Triennale

(3 anni)

Emilia-Romagna, Campania, Piemonte, Abruzzo, Calabria, Marche, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta La validità triennale è lo standard in molte Regioni: l’attestato HACCP va rinnovato ogni 3 anni sia per responsabili sia per addetti, con eventuali differenze interne tra livelli di rischio o categorie di operatori. Campania e Sicilia sono spesso citate come riferimento per il modello “3 anni”.
Quadriennale

(4 anni)

Puglia In Puglia la validità dell’attestato HACCP è fissata in 4 anni per molte figure (ad esempio responsabili dell’industria alimentare e addetti di categorie A e B), con obbligo di aggiornamento allo scadere del quadriennio.
Quinquennale

(5 anni)

Liguria, Molise In Liguria e Molise la validità dell’attestato può arrivare a 5 anni: le normative regionali prevedono rinnovi più distanziati nel tempo, fermo restando l’obbligo di aggiornarsi in caso di cambi significativi di processo o norme.
Non specificata

(attestato “senza scadenza” formale)

Toscana Alcune Regioni, come la Toscana, non prevedono una scadenza rigida per legge: l’attestato HACCP non ha una “data di scadenza” formale, ma è comunque raccomandato un aggiornamento periodico, soprattutto in caso di modifiche normative, cambio mansione o introduzione di nuove tecnologie/processi.

 

Durata dei corsi HACCP per categoria operatore (ore minime e esempi regionali)

Categoria operatore Durata corso base (ore) – indicazioni nazionali Durata aggiornamento (ore) – indicazioni nazionali Esempi Regioni (estratti da norme e linee guida)
Responsabile industria alimentare (livello di rischio alto) In genere tra 12 e 20 ore per i responsabili del piano HACCP e dell’industria alimentare (in alcune realtà minimi di 8 ore, in altre percorsi più strutturati). Di norma tra 4 e 6 ore per gli aggiornamenti periodici dei responsabili, in funzione della Regione. Campania: 12 ore corso base responsabili; aggiornamento 6 ore. Lazio: corsi per responsabili di almeno 20 ore (DGR 825/2009).  Liguria: 8 ore modulo comune + 8 ore modulo integrativo per titolari/responsabili.
Addetto che manipola alimenti (livello di rischio medio) Di solito tra 6 e 12 ore, con differenze in base al livello di rischio dell’attività (medio/alto) e alla classificazione regionale degli “alimentaristi”. In media tra 3 e 6 ore per l’aggiornamento degli addetti che manipolano, con durate più alte nelle Regioni che prevedono programmi più estesi. Campania: 8 ore corso base per addetti livello 2 (manipolatori), aggiornamento 3 ore. Calabria: 8 ore per attività ad alto rischio, 6 ore per attività a medio rischio. Lazio: corso base addetti almeno 6 ore. Sicilia: corso base 12 ore (cat. A) e 8 ore (cat. B), aggiornamento 6 ore.
Addetto che NON manipola alimenti (livello di rischio basso) In genere corsi brevi da 3–4 ore per chi non entra in contatto diretto con gli alimenti (magazzino, trasporto, pulizie, vendita non assistita, ecc.). In media 2–4 ore di aggiornamento, spesso con carico formativo inferiore rispetto agli addetti che manipolano. Campania: addetti livello 1 (non manipolatori) 4 ore corso base, aggiornamento 3 ore. Umbria: 12 ore corso base standard; 4 ore corso base ridotto per chi non manipola direttamente, aggiornamento 4–6 ore. Valle d’Aosta: 8 ore corso primo livello, 4 ore secondo livello (per attività più semplici/basso rischio).

Importante: Non perderti l’Elenco Completo e Dettagliato dei Corsi HACCP per Tutte le Regioni. La guida si trova in fondo all’articolo, immediatamente prima delle Domande Frequenti (FAQ).

Raccomandazione: verificare sempre la pagina Regione/ASL competente per sede operativa, poiché termini e modalità di somministrazione lezioni (inclusa eventuale FAD/e-learning) sono definiti localmente e possono subire

DIFFERENZE HACCP - SAB
DIFFERENZE HACCP – SAB

SAB (ex REC): quando serve e come si ottiene

Il SAB (ex REC) è il requisito professionale per l’apertura/gestione di attività di somministrazione e vendita di alimenti e bevande. Può essere soddisfatto con:

  • Corso abilitante riconosciuto a livello regionale;
  • Titoli di studio specifici o esperienza lavorativa certificata (ove previsto).
  • La procedura (corso, esami, riconoscimento requisiti) è gestita da Regioni/Comuni/CCIAA secondo normativa locale. Il SAB non sostituisce l’HACCP: anche con SAB, l’OSA deve garantire formazione HACCP propria e dei dipendenti.

Quale scegliere: HACCP, SAB o entrambi?

  • Se apri un bar/ristorante/negozio: con ogni probabilità ti servirà SAB per l’idoneità professionale e l’HACCP per le pratiche igieniche (tua e del personale).
  • Se sei dipendente/addetto: occorre l’HACCP (livello coerente con la mansione: manipolazione o no).
  • Se sei responsabile/OSA: oltre all’HACCP, cura il piano di autocontrollo, la formazione periodica e l’aggiornamento secondo ASL/Regione.
ESONERO CORSO HACCP
ESONERO CORSO HACCP

Chi può essere esonerato dal corso HACCP (equipollenze)

In linea generale, chi opera nel settore alimentare non è davvero “esonerato” dall’obbligo di formazione HACCP: il Reg. (CE) 852/2004 richiede che tutto il personale sia adeguatamente formato in igiene alimentare. Quello che molte Regioni italiane prevedono non è una dispensa totale, ma delle equipollenze: alcuni titoli di studio o qualifiche professionali sono riconosciuti come equivalenti al corso HACCP e, quindi, sostituiscono la frequenza del corso standard. Tra questi, oltre ai diplomi e alle lauree in ambito alimentare, agrario, biologico o tecnico-sanitario, rientrano spesso anche le professioni sanitarie (medici, infermieri, dietisti, veterinari, tecnici della prevenzione, ecc.), proprio perché hanno già ricevuto una formazione strutturata su igiene, rischio biologico e sicurezza alimentare. In pratica, queste figure non sono esonerate dall’obbligo di possedere competenze HACCP, ma possono dimostrarlo tramite il titolo di studio o percorsi formativi pregressi riconosciuti dalla normativa regionale. Poiché i criteri di equipollenza variano da Regione a Regione, è sempre necessario verificare le delibere locali o chiedere conferma alla ASL competente per capire se, nel proprio caso specifico, il corso HACCP sia effettivamente sostituibile dal titolo posseduto.

ALIMENTI - CORSO HACCP
ALIMENTI – CORSO HACCP

HACCP, controlli ufficiali e sanzioni

Il mancato rispetto degli obblighi di formazione HACCP può emergere durante i controlli ufficiali (ASL/NAS), in occasione di ispezioni programmate o su segnalazione. Oltre alle sanzioni amministrative previste dalla normativa nazionale, l’assenza di un adeguato piano di formazione e aggiornamento può essere valutata come carenza organizzativa dell’OSA, con possibili ripercussioni su giudizi di idoneità, prescrizioni correttive e, nei casi più gravi, sospensione dell’attività. Il possesso di un attestato aggiornato, inserito in un piano di autocontrollo ben strutturato, è quindi uno strumento di tutela non solo per il consumatore, ma anche per l’impresa.

Come scegliere il corso HACCP o SAB (ex REC) più adatto

Nella scelta del corso HACCP o del corso SAB (ex REC) è importante valutare non solo il prezzo e la comodità (presenza/online), ma anche l’allineamento con la Regione in cui ha sede l’attività, l’accreditamento dell’ente formativo e la chiarezza del programma didattico.

Un buon corso HACCP deve distinguere tra responsabili, addetti che manipolano e addetti che non manipolano, prevedere esempi pratici legati alle diverse tipologie di imprese (bar, ristoranti, GDO, laboratori, strutture ricettive) e includere un test finale con rilascio di attestato nominale.

Per il SAB, è essenziale verificare che il percorso sia riconosciuto dalla Regione/CCIAA competente e che copra i requisiti minimi di ore e contenuti previsti dalle norme sul commercio e sulla somministrazione.

Corsi HACCP Regionali - GUIDA COMPLETA
CORSI HACCP REGIONALI – GUIDA COMPLETA

Corsi HACCP Regionali: Guida Completa su Normativa, Durata e Aggiornamento

Mappa Dettagliata per l’Attestato HACCP in Ogni Regione Italiana

In questa sezione, abbiamo compilato per voi un elenco dettagliato e facilmente consultabile che copre l’intero territorio nazionale. Troverete tutte le Regioni italiane in ordine alfabetico, ciascuna completa dei principali riferimenti normativi regionali specifici in materia di Igiene degli Alimenti e Sicurezza (HACCP).

Per ogni area, forniamo indicazioni chiare sui Corsi HACCP riconosciuti, inclusi la durata standard (in ore) e la frequenza raccomandata per l’aggiornamento obbligatorio. Questo elenco è lo strumento definitivo per chiunque debba ottenere o rinnovare l’attestato HACCP, garantendo la massima conformità alle direttive locali.

 

Abruzzo | D.G.R. 463/2007 | Prevede un corso base per alimentaristi (cosiddetto “Tipo 1”) di 5 ore e un corso di aggiornamento (“Tipo 2”) di 4 ore con cadenza triennale. La formazione è obbligatoria per chi manipola alimenti e deve essere aggiornata in base all’evoluzione dei rischi e dell’organizzazione aziendale. |

Basilicata | D.G.R. 1288/2011 e D.G.R. 1484/2010 | Le linee guida regionali recepiscono il Reg. (CE) 852/2004 e richiedono che la formazione sia adeguata al tipo di impresa e di mansioni svolte. La durata dei corsi non è rigidamente fissata in ore, ma i programmi devono coprire principi HACCP, igiene, rischi e procedure di autocontrollo. |

Provincia Autonoma di Bolzano | Delibera n. 542/2014 | La delibera individua gli obblighi formativi per il personale alimentarista ma non fissa una durata minima standard per il corso base; l’aggiornamento è previsto in occasione di variazioni dei rischi aziendali, di nuove disposizioni normative o quando emergono carenze nella gestione igienica. |

Calabria | D.G.R. 28/2012 (Allegato A) | Introduce categorie di rischio: corso base per attività ad alto rischio (Cat. A) di 8 ore e per medio rischio (Cat. B) di 6 ore. È previsto un corso di aggiornamento di 4 ore con periodicità triennale per entrambe le categorie, con attenzione a rischi specifici dell’attività. |

Campania | Decreti Dirigenziali n. 110/2018 e n. 76/2018 con relativi allegati disciplinari | La Regione distingue: Responsabili (12 ore), Addetti livello 2 che manipolano alimenti (8 ore), Addetti livello 1 che non manipolano (4 ore). L’aggiornamento è triennale: 6 ore per i responsabili e 3 ore per gli addetti (livelli 1 e 2). Sono disciplinati anche formatore, autorizzazioni ai corsi e modello di attestato. |

Emilia-Romagna* | D.G.R. 311/2019 (linee guida livelli 0–1–2) + L.R. 9/2025 che abroga la precedente legge sulla formazione alimentaristi | Le linee guida 2019 prevedevano livelli di rischio con corsi base di 3 ore e validità differenziata (5 anni per livello 1 e 3 anni per livello 2), con esclusione dall’obbligo per alcune mansioni (livello 0). Dal 26 luglio 2025, però, la legge regionale che imponeva i corsi obbligatori è stata abrogata: i corsi “attestato alimentarista” AUSL non sono più richiesti e la responsabilità della formazione è in capo all’OSA, che deve garantire formazione adeguata secondo il Reg. (CE) 852/2004 e descriverla nel piano HACCP aziendale. |

Friuli-Venezia Giulia | Decreto del Servizio prevenzione/sicurezza alimentare n. 728/2020 | La Regione lascia ampia autonomia all’OSA: formazione e addestramento devono essere programmati dall’operatore del settore alimentare, con una frequenza di norma triennale e comunque prima dell’inizio dell’attività. È previsto l’aggiornamento in caso di modifiche dell’attività, dei processi o dei rischi. |

Lazio | D.G.R. 825/2009, D.G.R. 3/2011 e allegati; indicazioni su FAD/FAD mista | Vengono distinti corsi base per addetti (almeno 6 ore) e per responsabili (almeno 20 ore) con programmi dettagliati su igiene, HACCP e responsabilità. La validità è normalmente triennale; è ammessa la FAD con limiti e requisiti tecnici (tracciabilità presenze, test finale) definiti dalle delibere regionali. |

Liguria | D.G.R. 793/2012 (linee guida) e D.G.R. 1654/2014 (criteri FAD) | La formazione prevede un modulo comune di 8 ore per addetti/titolari e un modulo integrativo aggiuntivo di 8 ore per responsabili e titolari di imprese alimentari. L’aggiornamento è generalmente quinquennale. La FAD/e-learning è ammessa con requisiti specifici su piattaforme, tracciamenti e contenuti. |

Lombardia | L.R. 33/2009, art. 126 + note regionali | Non esiste una delibera unica che fissi ore e scadenze standard per i corsi HACCP: la Regione rimanda all’OSA la responsabilità della formazione, da pianificare nel sistema di autocontrollo. Nella prassi, molte ASL e associazioni di categoria raccomandano corsi con aggiornamento ogni 2–3 anni per garantire un aggiornamento continuo del personale. |

Marche | D.G.R. 2173/2002, D.G.R. 339/2006, D.G.R. 2232/2009 e chiarimenti successivi | Previste linee guida che fissano un corso base per alimentaristi con durata minima di 10 ore e un aggiornamento triennale di almeno 4 ore. Le delibere identificano contenuti minimi, destinatari e requisiti per i soggetti erogatori della formazione. |

Molise | D.G.R. 372/2008 e Circolare 3/2013 | Il corso base per addetti è strutturato in un modulo di 6 ore comuni più 3 ore specifiche per tipologia di attività. È previsto un aggiornamento quinquennale di 6 ore per il personale rientrante in alcune categorie (es. elenco B), con approfondimenti mirati ai rischi dell’attività. |

Piemonte | Note della Direzione Sanità – Settore Prevenzione/Veterinaria (es. prot. 783/2016) | La Regione non definisce in modo rigido ore standard per i corsi HACCP, ma indica che la formazione degli alimentaristi deve essere proporzionata al rischio e aggiornata con cadenza in genere triennale. Viene sottolineato il ruolo dell’OSA nella definizione del piano formativo e nella conservazione delle evidenze (attestati, registri). |

Puglia | Regolamento Regionale n. 5/2008 | Fissa, in via generale, corsi base per alimentaristi di 4 ore e aggiornamenti con cadenza quadriennale, con moduli specifici per operatori in funzione del rischio. La Regione prevede requisiti per enti formatori, contenuti minimi e modalità di rilascio dell’attestato. |

Sardegna | Indicazioni regionali su formazione alimentaristi (senza un provvedimento unico di dettaglio) | Non è individuata una singola delibera che definisca in modo dettagliato ore e scadenze uniche: le aziende devono garantire formazione adeguata al rischio, spesso facendo riferimento a linee di indirizzo delle ASL. Nella prassi si applicano durate e aggiornamenti analoghi ad altre regioni (es. aggiornamento ogni 2–3 anni), ma è necessario verificare caso per caso con l’ASL competente. |

Sicilia | Decreto regionale n. 698/2022 e Allegato A | Introduce una classificazione degli alimentaristi per categorie di rischio: corso base di 12 ore per la categoria a rischio elevato (Cat. A), 8 ore per la categoria a rischio medio (Cat. B) e percorsi ridotti (es. 4 ore) per alcune attività specifiche (es. enti del terzo settore che recuperano/distribuiscono alimenti). L’aggiornamento è normalmente triennale (6 ore per le categorie principali). |

Toscana | D.G.R. 559/2008 e successive note esplicative/FAQ regionali | Prevede corsi distinti per addetti alla produzione (12 ore) e addetti alla vendita (8 ore), con aggiornamento quinquennale di 4 ore per entrambe le categorie. Le FAQ più recenti chiariscono che l’impresa deve descrivere nel piano HACCP e nel piano formativo interno la formazione svolta per ciascun operatore, compresi eventuali moduli in e-learning. |

Provincia Autonoma di Trento | Indicazioni generali su formazione alimentaristi (senza delibera con ore standard) | Non sono fissati in una delibera univoca orari e scadenze specifiche: la formazione è richiesta in quanto parte del sistema HACCP dell’OSA. Di norma, la durata dei corsi e la frequenza di aggiornamento sono stabilite dall’azienda in accordo con le indicazioni dei servizi sanitari locali. |

Umbria | D.G.R. 208/2021, D.D. 10.435/2022 e determinazioni su e-learning | Prevede un corso base di 12 ore per alimentaristi, con un percorso ridotto da 4 ore per addetti senza manipolazione diretta. L’aggiornamento è in genere triennale (6 ore) per chi manipola e quinquennale (4 ore) per chi non manipola direttamente, con specifiche condizioni per l’utilizzo dell’e-learning. |

Valle d’Aosta | D.G.R. 4197/2004 e D.G.R. 1067/2011 (anche per e-learning) | Introduce corsi su due livelli: corso base di primo livello (8 ore) e corso base di secondo livello (4 ore), con aggiornamento triennale di 2 ore. Le delibere disciplinano anche requisiti per eventuali corsi a distanza e per gli enti erogatori. |

Veneto | L.R. 2/2013 e indicazioni applicative | La legge regionale attribuisce all’OSA un’ampia autonomia nella definizione di modalità, durata, contenuti, eventuale rinnovo e requisiti del docente. Non esistono quindi ore minime rigidamente fissate dalla Regione: l’azienda deve programmare la formazione nel proprio manuale HACCP, scegliere se svolgerla in aula, in azienda o a distanza e documentarla in modo tracciabile. |

FAQ HACCP - SAB
FAQ HACCP – SAB

FAQ

Il SAB (ex REC) sostituisce l’HACCP?

No. Il SAB è abilitazione professionale per l’attività commerciale; l’HACCP è formazione igienico-sanitaria obbligatoria per OSA e personale. Servono entrambi in molti casi.

Il corso SAB (ex REC) è obbligatorio per tutti?

Il corso SAB (ex REC) è obbligatorio per chi vuole aprire o gestire in prima persona un’attività di vendita o somministrazione di alimenti e bevande. In alternativa, la normativa consente di soddisfare il requisito con titoli di studio specifici o con un certo numero di anni di esperienza documentata nel settore, come previsto dall’art. 71 del D.Lgs. 59/2010 e dalle norme regionali. 

Quanto dura l’attestato HACCP?

Dipende dalla Regione. Esempi ufficiali: Campania 3 anni, Emilia-Romagna 3 anni, Liguria 5 anni. Controlla sempre il sito della tua Regione/ASL.

L’HACCP si può fare online?

Alcune Regioni ammettono FAD/e-learning con requisiti (tracciabilità, verifica apprendimento) e, in certi casi, integrazione in aula. Verifica sempre la disciplina locale.

Chi deve fare il corso HACCP?

Deve fare il corso HACCP chiunque lavori nel settore alimentare: titolari, responsabili (OSA) e addetti, sia che manipolino direttamente gli alimenti (cuochi, baristi, camerieri, addetti produzione), sia che svolgano attività indirette (magazzino, trasporto, pulizie, vendita non assistita). Il livello del corso (base, intermedio, responsabile) dipende dal tipo di mansione e dal livello di rischio definito dalla Regione/ASL.

Il corso HACCP è valido in tutta Italia o solo nella Regione in cui lo faccio?

In linea di principio gli attestati HACCP rilasciati da enti accreditati secondo una Regione sono riconosciuti anche nelle altre, ma ogni Regione può prevedere durate e aggiornamenti diversi. È buona prassi verificare sempre con l’ASL competente e scegliere corsi conformi alla Regione in cui ha sede l’attività.

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