Ente Datoriale per la Formazione sulla Sicurezza sul Lavoro

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Sicurezza sul lavoro: sanzioni più severe

Costerà  pi๠caro non rispettare le norme sulla sicurezza sul lavoro.

Il dlgs n. 151/2015 (disposizioni di razionalizzazione e di semplificazione di procedure e adempimenti a carico di cittadini e di imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità ), in attuazione della legge n. 183/2014 (Jobs act), infatti, arricchisce di nuove previsioni l'impianto sanzionatorio del T.U sicurezza. A spiegarlo, tra l'altro, la circolare n. 19/2015 della Fondazione studi dei consulenti del lavoro. Pi๠precisamente, vengono individuate una serie di disposizioni la cui violazione determina il raddoppio dell'importo della sanzione, qualora la violazione riguardi pi๠di cinque lavoratori o addirittura una triplicazione dell'importo, qualora la violazione si riferisca a pi๠di dieci lavoratori. La nuova previsione si riferisce alle seguenti violazioni:

a) mancato invio dei lavoratori alla visita medica periodica e mancata richiesta al medico competente dell'osservanza degli obblighi previsti a suo carico. La sanzione prevista è solo quella dell'ammenda da 2.000 a 4.000 euro;

b) mancata o inadeguata formazione del lavoratore in materia di salute e sicurezza lavoro. La sanzione prevista è l'arresto da due a quattro mesi o l'ammenda da 1.200 a 5.200 euro;

c) mancata o inadeguata formazione di dirigenti e preposti in materia di salute e di sicurezza sul lavoro. La sanzione prevista è l'arresto da due a quattro mesi o l'ammenda da 1.200 a 5.200 euro;

d) mancata o inadeguata formazione dei lavoratori incaricati dell'attività  di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza. La sanzione prevista è l'arresto da due a quattro mesi o l'ammenda da 1.200 a 5.200 euro;

e) mancata o insufficiente formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sul lavoro. La sanzione prevista è l'arresto da due a quattro mesi o l'ammenda da 1.200 a 5.200 euro.

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