RSPP/ASPP : moduli confermati, focus su aggiornamenti, modalità e compiti
I percorsi RSPP/ASPP (art. 32) restano strutturati nei Moduli A, B e C: l’impianto non cambia, mentre l’attenzione operativa si sposta su aggiornamenti periodici e modalità di erogazione (aula, VCS e online) con requisiti di tracciabilità, identificazione e interazione. In parallelo, è utile ricordare la centralità del ruolo RSPP nella gestione del sistema prevenzionale: riferimento aziendale per coordinamento, consulenza e supporto gestionale all’implementazione dei processi salute-sicurezza in logica di miglioramento continuo.

Cosa cambia davvero per RSPP e ASPP
La stabilità dei moduli conferma la bontà del modello formativo:
- Modulo A (28 ore): quadro normativo, gestione della prevenzione, attori del sistema e basi metodologiche.
- Modulo B (48 ore): rischi specifici per macrosettori/comparti, tecniche di valutazione e misure.
- Modulo C (24 ore, solo RSPP): competenze organizzative e relazionali, leadership, gestione dei processi e della comunicazione.
Queste durate sono lo standard consolidato del percorso abilitante A-B-C.
La vera novità operativa riguarda aggiornamenti e delivery: l’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 ribadisce requisiti stringenti per VCS/online (identificazione, tracciamento presenze, interazione reale) e la presenza minima del 90% per accedere alla verifica finale. Limiti di capienza: max 30 per le parti teoriche (anche in VCS) e rapporto 1:6 per le pratiche.
Durate e cicli di aggiornamento RSPP-ASPP
- RSPP: 40 ore ogni 5 anni.
- ASPP: 20 ore ogni 5 anni.
Gli aggiornamenti possono svolgersi in aula, VCS o online, ma solo se la piattaforma garantisce tracciabilità, verifica dell’identità e valutazione dell’apprendimento con evidenze archiviabili nel fascicolo del corso.
Modalità ammesse: aula, VCS e online
La VCS è equiparata alla presenza se vengono rispettate le condizioni ufficiali di qualità didattica (identificazione iniziale, controllo puntuale della partecipazione, interazioni strutturate). L’uso dello smartphone in VCS non è idoneo: si richiedono PC o tablet per garantire stabilità e verifiche. Per gli aggiornamenti online, valgono gli stessi standard di tracciabilità e controllo.

Cosa fa (veramente) l’RSPP: dal documento al risultato
Oltre alla conformità formale, l’RSPP opera come motore del miglioramento: coordina attori, consolida procedure, misura l’efficacia e supporta l’integrazione della sicurezza nei processi aziendali (acquisti, manutenzioni, cambi impianto). L’RSPP è riferimento per la governance HSE (Health, Safety & Environment – Salute, Sicurezza e Ambiente) e contribuisce all’efficienza complessiva dell’organizzazione. In questa prospettiva, la formazione continua (40 ore/5 anni) non è “un adempimento”, ma lo strumento per aggiornare metodi, indicatori, strumenti digitali (cruscotti, audit app) e modalità di coinvolgimento dei lavoratori.
Compiti chiave (richiamo normativo)
L’art. 32 D.Lgs. 81/08 definisce capacità e requisiti dell’RSPP/ASPP; l’art. 33 elenca i compiti del SPP (individuazione fattori di rischio, elaborazione misure, procedure, programmi informazione/formazione, partecipazione alla riunione periodica, ecc.). Quadro che ribadisce la centralità del SPP come “sistema” di persone, mezzi e processi al servizio della prevenzione.
Come adeguarsi subito (aziende e formatori)
1) Pianificare il fabbisogno e la rotazione formativa
Mappa RSPP/ASPP (interni/esterni), verifica scadenze quinquennali e costruisci un piano aggiornamenti (40/20 ore) che privilegi i rischi prevalenti del tuo settore e le novità del Nuovo Accordo 2025: VCS, verifiche finali obbligatorie, conservazione decennale delle evidenze.
2) Scegliere la modalità con criteri di qualità
Stabilisci quando usare aula, quando VCS e quando online. Prepara una policy di erogazione con: criteri di identificazione, registri/log di piattaforma, test e griglia di valutazione. Ricorda i limiti: 30 per teoria e 1:6 in pratica; 90% di frequenza per la verifica finale.
3) Rafforzare il ruolo “di sistema” dell’RSPP
Integra l’RSPP nei processi aziendali (appalti, modifiche impianti, cambi organizzativi). Coinvolgilo in audit interni, riesami periodici e definizione di KPI (near miss, attuazione azioni correttive, indicatori comportamentali). Questo approccio è coerente con la visione per cui l’RSPP è coordinatore e facilitatore del miglioramento, non solo “produttore di documenti”.
Esempi di contenuti utili per l’aggiornamento (40/20 ore)
- Analisi degli infortuni e near miss (“mancato incidente” o “quasi infortunio”) con tecniche di root cause analysis (analisi delle cause profonde).
- Progettazione della formazione (fabbisogni, micro-learning, valutazione efficacia).
- Gestione appalti: qualificazione imprese, DUVRI, interferenze, verifiche in campo.
- Cultura della sicurezza: leadership, comportamenti sicuri, comunicazione efficace.
- Digital HSE: sistemi di segnalazione, tracciabilità, dashboard e KPI (Key Performance Indicator – Indicatore Chiave di Prestazione).
Questi temi rispecchiano la richiesta, sempre più concreta, di un RSPP capace di consulenza gestionale e coordinamento tra reparti, con risultati misurabili.

FAQ
C’è un limite al numero di partecipanti per gli aggiornamenti online o in VCS?
Sì. Massimo 30 per le parti teoriche (anche in VCS) e rapporto 1:6 per le pratiche. Per la verifica finale è richiesta una frequenza minima del 90%. statoregioni.it
Gli aggiornamenti RSPP/ASPP possono essere svolti interamente online?
Sì, se la piattaforma assicura tracciabilità, verifica dell’identità e valutazione dell’apprendimento; in alternativa sono ammesse aula e VCS con gli stessi standard di qualità. statoregioni.it


