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PES, PAV e PEI: cosa cambia con la CEI 11-27 2025

Torri elettriche e turbine eoliche

Indice

Con la CEI 11-27 2025 diventa ancora più importante capire chi può lavorare sotto tensione, chi attribuisce la nomina e cosa rischia il datore di lavoro se sbaglia valutazione. PES, PAV e PEI non sono semplici sigle, ma qualifiche che stabiliscono chi può operare sugli impianti elettrici, in quali condizioni e con quali responsabilità

 

Con la CEI 11-27 2025, oggi al centro dell’attenzione di aziende, manutentori e responsabili della sicurezza, cambia il modo di leggere ruoli, procedure e organizzazione dei lavori elettrici: non basta più “aver fatto il corso”, perché servono valutazioni concrete su esperienza, compiti affidati e idoneità operativa. La domanda che imprese e tecnici si pongono davvero non è solo che cosa significhino PES, PAV e PEI, ma chi può lavorare sotto tensione, chi firma la nomina, quando serve l’aggiornamento e cosa rischia il datore di lavoro se sbaglia valutazione. È qui che questa guida vuole essere diversa: meno teoria astratta, più risposte pratiche, chiare e immediatamente utili.

CEI 11-27 2025 PES PAV PEI
Elettricista al quadro elettrico con utilizzo di strumenti digitali

Cos’è la CEI 11-27 e cosa cambia

La CEI 11-27 2025 è la norma tecnica di riferimento per l’esecuzione in sicurezza dei lavori su impianti elettrici e delle attività svolte in loro prossimità. Si applica non solo agli interventi direttamente elettrici, ma anche a molte lavorazioni non elettriche eseguite vicino a linee, apparecchiature o cavi non adeguatamente protetti. La sesta edizione, pubblicata nell’ottobre 2025 e in vigore dal 1° novembre 2025, ha aggiornato la struttura del testo in coerenza con la CEI EN 50110-1:2024, ha rivisto definizioni e acronimi delle figure coinvolte, ha aggiornato le distanze di lavoro e ha introdotto nuovi allegati informativi dedicati ai pericoli dell’arco elettrico e alle disposizioni per l’emergenza. La conseguenza pratica è molto chiara: per chi gestisce manutenzioni, quadri elettrici e interventi in campo, oggi è ancora più importante distinguere correttamente tra PES, PAV, PEI e persona comune, attribuire i ruoli in modo formale e organizzare i lavori con procedure coerenti alla nuova edizione.

 

Chi sono PES, PAV e PEI: Definizioni e Competenze

Che differenza c’è tra PES, PAV e PEI

La PES può analizzare i rischi elettrici con competenza ed esperienza; la PAV è stata informata e formata per evitare i pericoli, ma non ha lo stesso livello di autonomia della PES; la PEI è la persona a cui viene riconosciuta anche l’idoneità a lavorare sotto tensione in bassa tensione. Questo significa che non tutti gli addetti che operano su quadri, impianti o manutenzioni elettriche possono svolgere le stesse attività. La CEI 11-27:2025 richiede infatti che ruoli, limiti operativi e responsabilità siano definiti in modo chiaro, perché una classificazione sbagliata del personale può trasformarsi in un problema serio di sicurezza, organizzazione e responsabilità aziendale.

La nuova norma 2025 conferma e rafforza la tripartizione del personale, basandosi sul livello di autonomia e conoscenza.

  1. PES – Persona Esperta

È un soggetto con istruzione, conoscenza ed esperienza rilevanti tali da consentirgli di analizzare i rischi e di evitare i pericoli che l’elettricità può creare.

  • Cosa fa: Può svolgere lavori fuori tensione e in prossimità. Ha la capacità di organizzare il lavoro e gestire i PAV.
  1. PAV – Persona Avvertita

È una persona adeguatamente informata da persone esperte per metterla in grado di evitare i pericoli che l’elettricità può creare.

  • Cosa fa: Opera sotto la supervisione o il controllo di un PES.
  1. PEI – Persona Idonea (Lavori Sotto Tensione)

Questa è la qualifica “apicale”. Il PEI è un PES o un PAV a cui è stata riconosciuta l’idoneità a operare sotto tensione (BT).

  • Novità 2025: La norma specifica meglio le modalità di mantenimento dell’idoneità, sottolineando che se un operatore non pratica lavori sotto tensione per un lungo periodo, la sua idoneità deve essere rivalutata.

Un elettricista è automaticamente PES?

No. Essere elettricista, avere esperienza o possedere un titolo di studio tecnico non significa essere automaticamente classificati come Persona Esperta.

La qualifica di PES non deriva dal ruolo professionale, ma da una valutazione formale del datore di lavoro, che deve verificare istruzione, esperienza, capacità operative e affidabilità del lavoratore in relazione alle attività elettriche da svolgere.

In pratica, anche un elettricista con anni di esperienza deve essere esplicitamente nominato PES, mentre chi non possiede ancora un livello adeguato può essere classificato come PAV o non idoneo a determinate attività.

CEI 11-27 2025 PES PAV E PEI
Rete elettrica che fornisce elettricità ad alta tensione tramite cavi

Chi può lavorare sotto tensione

Non tutti i lavoratori che operano su impianti elettrici possono eseguire lavori sotto tensione. Questo è uno dei punti su cui gli utenti cercano più spesso risposte, perché nella pratica aziendale c’è ancora molta confusione tra esperienza generica, formazione frequentata e reale idoneità operativa. La CEI 11-27 2025 chiarisce che i lavori sotto tensione rientrano nel proprio campo di applicazione fino a 1.000 volt in corrente alternata e 1.500 volt in corrente continua, mentre per tensioni superiori si applica la CEI 11-15. In questo ambito, può operare solo personale a cui sia stata riconosciuta formalmente l’idoneità, cioè la PEI, che non è una qualifica autonoma scollegata dalle altre, ma il riconoscimento attribuito a una Persona Esperta o a una Persona Avvertita giudicata idonea a svolgere quel tipo di attività.

Questo significa, in concreto, che non basta essere elettricista, non basta aver partecipato a un corso e non basta neppure avere un titolo tecnico di studio. Serve una valutazione precisa del datore di lavoro, che deve verificare formazione, esperienza pratica, affidabilità e capacità di affrontare in sicurezza un lavoro eseguito con parti attive in tensione. Molti si fermano alla definizione teorica, mentre il vero nodo operativo è un altro: chi autorizza, chi controlla e su quali attività specifiche vale l’idoneità. Questo il punto che interessa davvero aziende, manutentori e responsabili del servizio di prevenzione e protezione.

Dal punto di vista pratico, rientrano spesso nei lavori sotto tensione in bassa tensione attività come alcune misure elettriche, verifiche strumentali, prove funzionali e interventi eseguiti su quadri o componenti attivi che non possono essere messi fuori tensione. In questi casi non conta solo “saper fare”, ma rispettare una procedura rigorosa, usare attrezzature adeguate e indossare i dispositivi di protezione individuale previsti, anche in relazione al rischio da arco elettrico, tema che la nuova edizione ha ulteriormente valorizzato con allegati informativi specifici.

Può lavorare sotto tensione solo chi è stato riconosciuto come PEI dal datore di lavoro.

La PEI è una PES o una PAV ritenuta idonea ai lavori sotto tensione in bassa tensione, entro i limiti della CEI 11-27:2025.

Chi nomina PES, PAV e PEI

La risposta, sul piano operativo, è netta: per i lavoratori dipendenti l’attribuzione della condizione di Persona Esperta e Persona Avvertita è di pertinenza del Datore di lavoro, che deve formalizzarla per iscritto e riferirla alle specifiche tipologie di lavori elettrici che il lavoratore è chiamato a svolgere. Lo stesso vale per l’idoneità ai lavori sotto tensione in bassa tensione, cioè la condizione di PEI, che deve essere attestata dal datore di lavoro sulla base di formazione, esperienza, affidabilità, idoneità psicofisica e reale capacità di operare in sicurezza.

L’aggiornamento PES, PAV e PEI è generalmente previsto ogni 5 anni, con una durata minima di 4 ore.

Ma il datore di lavoro deve anche verificare nel tempo che esperienza, addestramento e idoneità del lavoratore restino coerenti con le attività svolte.

CEI 11-27 2025 PANNELLI FOTOVOLTAICI
Pannelli fotovoltaici

Serve un corso per diventare PES, PAV o PEI?

La risposta corretta è sì, ma con una precisazione decisiva: il corso è necessario, ma da solo non basta. La CEI 11-27:2025 considera la formazione un passaggio essenziale per preparare il personale addetto ai lavori elettrici, ma la qualifica di PES, PAV o l’idoneità PEI non nasce automaticamente dall’attestato. Il corso fornisce conoscenze teoriche, procedure operative, criteri di sicurezza e addestramento sui rischi elettrici; poi però spetta al datore di lavoro valutare se il lavoratore possiede davvero esperienza, affidabilità e capacità pratica coerenti con le attività da svolgere. L’attestato certifica la formazione, mentre la qualifica viene attribuita formalmente dall’azienda.

Dal punto di vista pratico, la formazione prevista per PES, PAV e PEI ruota attorno ai contenuti della norma CEI 11-27, alle procedure per i lavori fuori tensione, in prossimità e sotto tensione, alla gestione dei ruoli operativi e all’uso corretto dei dispositivi di protezione.

La formazione teorica per le qualifiche PES, PAV e PEI può essere erogata in presenza o in videoconferenza sincrona, modalità che garantiscono l’interazione diretta con il docente. Non è generalmente ritenuta idonea la modalità e-learning asincrona per i moduli specialistici relativi al rischio elettrico, in quanto tali contenuti richiedono interazione diretta, contestualizzazione operativa e verifica dell’apprendimento.

Il percorso formativo deve obbligatoriamente essere completato da una fase di addestramento pratico (simulazioni, esercitazioni e affiancamento), commisurata alle mansioni e alle attività lavorative effettivamente svolte dal personale.”

Per diventare PES, PAV o PEI serve il corso, ma l’attestato non attribuisce automaticamente la qualifica.

La formazione è necessaria, mentre la nomina finale spetta al datore di lavoro, che deve valutare esperienza, capacità pratica e tipo di attività da svolgere.

CEI 11-27 2025
Pannello di controllo industriale con cavi e connettori

Cosa rischia il datore di lavoro se sbaglia nomina o organizzazione

Quando il datore di lavoro attribuisce in modo superficiale le qualifiche di PES, PAV o PEI, oppure organizza i lavori elettrici senza procedure coerenti, il rischio non è solo tecnico ma anche giuridico. La responsabilità resta sempre in capo al datore di lavoro, che è tenuto a garantire che le attività siano affidate a personale realmente idoneo e adeguatamente formato.

In pratica, se una persona non adeguatamente qualificata opera su un impianto o sotto tensione, il problema non si esaurisce nell’errore del singolo operatore: ricade anche sull’organizzazione aziendale, sulla scelta del personale e sul controllo esercitato da chi ha il dovere di prevenire il rischio.

Per questo l’errore più grave non è solo “mancare il corso”, ma ritenere che un attestato basti da solo a coprire ogni responsabilità. Le fonti tecniche che commentano la nuova CEI 11-27 2025 insistono sul fatto che il datore di lavoro deve valutare esperienza, caratteristiche personali, affidabilità e tipologia concreta di attività affidate; inoltre, la qualifica va tracciata formalmente e collegata ai lavori che il soggetto può davvero svolgere. Se questa valutazione è frettolosa o incoerente, in caso di incidente o controllo emergono criticità molto serie: attribuzione impropria della qualifica, organizzazione difettosa del lavoro, carenza di vigilanza, procedure inadeguate e mancata verifica dell’idoneità reale dell’operatore

Se il datore di lavoro attribuisce male PES, PAV o PEI, oppure organizza i lavori elettrici senza personale idoneo e procedure corrette, aumenta sia il rischio di infortunio sia la propria esposizione a responsabilità organizzative e giuridiche.

Le figure chiave della gestione: RI, URL e PL

Uno degli aspetti più complessi della CEI 11-27 2025 riguarda l’organizzazione del lavoro. La norma distingue chiaramente tra chi ha la responsabilità dell’impianto e chi sovraintende all’esecuzione del lavoro.

  • RI (Responsabile dell’Impianto): è la persona designata alla gestione e alla sicurezza dell’impianto elettrico durante l’attività lavorativa.
  • URL (Unità Responsabile dell’Impianto): è l’unità organizzativa, l’ente o il soggetto che ha la responsabilità complessiva dell’impianto elettrico nell’ambito della sua disponibilità ed esercizio in sicurezza.
  • PL (Preposto ai Lavori): è la persona che sul campo guida e sovraintende all’esecuzione pratica del lavoro, verificando che le attività siano svolte secondo le procedure di sicurezza previste

La sovrapposizione dei ruoli

In molte piccole aziende, la figura del RI e del PL può coincidere in un’unica persona, purché abbia le competenze adeguate. Tuttavia, in contesti industriali complessi, la separazione dei ruoli è fondamentale per garantire un “doppio controllo” sulla messa in sicurezza (sezionamento, blocco, verifica assenza tensione).

Esempi Pratici di Operatività

Per capire come applicare la norma, analizziamo tre casi quotidiani in azienda.

Caso A: sostituzione di un interruttore magnetotermico (lavoro fuori tensione)

  1. L’URL pianifica il lavoro e definisce le attività da eseguire.
  2. Il RI provvede, secondo le procedure previste, al sezionamento e alla messa in sicurezza dell’impianto, così da consentire l’esecuzione del lavoro in condizioni di sicurezza.
  3. Il PL (PES) verifica l’assenza di tensione con idonea strumentazione e sovraintende operativamente all’intervento.
  4. L’operatore PAV esegue la sostituzione materiale dell’interruttore sotto la supervisione del PL.

Caso B: Manutenzione in prossimità di linee attive

Se si lavora vicino a parti in tensione (senza toccarle), si entra nella Zona di Prossimità. Qui la CEI 11-27 richiede che il personale sia almeno PAV o PES. Un “comune” (PC) non può sostare in quest’area a meno di non essere costantemente sorvegliato da un PES.

Caso C: Misura di corrente sotto tensione (Lavoro Sotto Tensione)

Per inserire puntali di misura in un quadro acceso, l’operatore deve essere PEI. Deve indossare i DPI specifici (guanti isolanti, visiera arco elettrico, indumenti ignifughi) e seguire il protocollo previsto per i lavori sotto tensione in bassa tensione.

 

La Formazione: cosa cambia nel 2025/2026?

La norma 2025 ribadisce che la formazione non è un’attività “una tantum”, ma un processo continuo. È previsto un aggiornamento periodico almeno ogni 5 anni, con una durata minima di 4 ore, ma soprattutto viene rafforzato il peso della componente pratica, con simulazioni operative, utilizzo dei dispositivi di protezione individuale di terza categoria e prove di gestione dell’emergenza elettrica.

 

Come mettersi in regola con PES, PAV e PEI: 5 controlli utili

  1. Mappare chi svolge davvero lavori elettrici o attività in prossimità

Il primo controllo da fare riguarda le mansioni reali. Non bisogna considerare solo gli elettricisti, ma anche manutentori, tecnici interni e addetti che accedono a quadri, impianti o aree con rischio elettrico.

  1. Verificare formazione svolta e aggiornamenti periodici

Occorre controllare chi ha già frequentato il corso PES, PAV e PEI, quando è stato fatto e se è necessario l’aggiornamento. La formazione deve essere coerente con le attività realmente affidate.

  1. Controllare che le nomine siano scritte e coerenti con i compiti assegnati

Non basta avere attestati o esperienza informale. Serve verificare che le attribuzioni di PES, PAV e l’eventuale idoneità PEI siano state formalizzate per iscritto e siano allineate alle mansioni concrete del lavoratore.

  1. Verificare chi può operare sotto tensione e a quali condizioni

Questo è uno dei punti più delicati. L’azienda deve accertare chi sia realmente idoneo ai lavori sotto tensione, per quali attività e con quali limiti operativi, evitando attribuzioni generiche o automatiche.

  1. Aggiornare procedure, DPI e organizzazione del lavoro elettrico

L’ultimo controllo riguarda la parte operativa: procedure per lavori fuori tensione, in prossimità e sotto tensione, disponibilità dei dispositivi di protezione individuale corretti e chiara definizione dei ruoli durante l’intervento.

L’importanza del “Consegnatario”

Nelle grandi aziende, il “Consegnatario dell’impianto” è colui che consegna fisicamente la zona di lavoro al PL. Questa figura è essenziale per garantire che non ci siano riattivazioni accidentali mentre i tecnici sono al lavoro.

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 PES PAV E PEI CEI 11-27 2025
FAQ SU CEI 11-27 2025

FAQ

Un perito elettrotecnico o un ingegnere è automaticamente PES?

No. Il titolo di studio conferisce la base teorica, ma la qualifica di PES richiede la valutazione della capacità pratica e dell’esperienza da parte del Datore di Lavoro.

 

Cosa succede se un lavoratore PAV opera sotto tensione?

È una violazione grave del D.Lgs. 81/08. In caso di infortunio, il Datore di Lavoro risponde per culpa in eligendo (scelta sbagliata del personale) o culpa in vigilando. Sotto tensione può operare solo chi ha la qualifica PEI.

 

La manutenzione dei pannelli fotovoltaici rientra nella CEI 11-27?

Assolutamente sì. Essendo impianti che generano tensione continua (DC), richiedono procedure rigorose di sezionamento e l’uso di DPI specifici per la corrente continua.

 

Che differenza c’è tra PES, PAV e PEI?

La PES è la persona con istruzione, conoscenza tecnica ed esperienza tali da saper analizzare i rischi elettrici e prevenirli. La PAV è una persona adeguatamente informata e formata sui rischi elettrici, ma con un livello di autonomia inferiore. La PEI è una PES o una PAV a cui il datore di lavoro ha riconosciuto l’idoneità a eseguire lavori sotto tensione in bassa tensione.

 

Chi nomina PES, PAV e PEI?

Per i lavoratori dipendenti la nomina spetta al datore di lavoro. L’attribuzione di PES e PAV, così come il riconoscimento della PEI, deve essere formalizzata per iscritto sulla base di istruzione, esperienza, affidabilità e caratteristiche personali del lavoratore. Il corso è necessario, ma non attribuisce da solo la qualifica.

 

Basta fare il corso per diventare PES, PAV o PEI?

No. Il corso fornisce formazione tecnica e organizzativa, ma la qualifica non nasce automaticamente dall’attestato. Serve una valutazione del datore di lavoro, che deve verificare se il lavoratore è davvero adatto ai compiti che gli verranno affidati. Questo vale ancora di più per la PEI, che richiede una verifica concreta dell’idoneità ai lavori sotto tensione.

 

Chi può lavorare sotto tensione?

Può lavorare sotto tensione in bassa tensione solo chi è stato riconosciuto PEI dal datore di lavoro. La nuova CEI 11-27 2025 si applica ai lavori sotto tensione fino a 1.000 volt in corrente alternata e 1.500 volt in corrente continua; per tensioni superiori si applica la CEI 11-15.

 

Ogni quanto va aggiornato il corso PES, PAV e PEI?

L’aggiornamento è quinquennale, con durata minima di 4 ore. Oltre alla scadenza formativa, va però verificato nel tempo che il lavoratore mantenga esperienza, addestramento e idoneità coerenti con le attività svolte.

 

La formazione PES PAV PEI può essere fatta in e-learning?

La parte teorica può essere svolta in presenza oppure a distanza in modalità sincrona. Non è generalmente ritenuta idonea la modalità e-learning asincrona per i moduli specialistici sul rischio elettrico. La formazione pratica deve essere svolta in presenza.

 

Cosa rischia il datore di lavoro se sbaglia la nomina o organizzazione?

Quando il datore di lavoro attribuisce in modo superficiale le qualifiche di PES, PAV o PEI, oppure organizza i lavori elettrici senza procedure coerenti, il rischio non è solo tecnico ma anche giuridico. La responsabilità resta sempre in capo al datore di lavoro, che è tenuto a garantire che le attività siano affidate a personale realmente idoneo e adeguatamente formato. Il Decreto Legislativo 81 del 2008, agli articoli 80 e 82, impone infatti di adottare misure per salvaguardare i lavoratori dai rischi di natura elettrica e consente i lavori sotto tensione solo in condizioni precise, tra cui l’affidamento dell’attività a lavoratori riconosciuti idonei dal datore di lavoro.

 

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