Una guida operativa per capire quando servono gli estintori in azienda, come posizionarli correttamente e quali controlli documentare per mantenerli efficienti.
Gli estintori in azienda non si scelgono contando solo i metri quadri. Il numero, la posizione e il tipo di estintore dipendono dalla valutazione del rischio incendio, dalle caratteristiche dei locali, dai materiali presenti, dalle vie di esodo, dall’affollamento e dagli eventuali rischi specifici.
La domanda pratica, quindi, non è solo: “quanti estintori devo comprare?”. La domanda corretta è: “se nasce un principio di incendio, una persona addestrata riesce a raggiungere rapidamente un estintore idoneo, visibile, libero, controllato e funzionante?”.
Da qui nasce una gestione concreta: estintori scelti in base al rischio, collocati dove servono davvero e controllati con scadenze documentate.

Gli estintori sono obbligatori in azienda?
Sì, nei luoghi di lavoro devono essere adottate misure idonee di prevenzione incendi e protezione dei lavoratori. L’articolo 46 del D.Lgs. 81/2008 è il punto di partenza: la prevenzione incendi è collegata alla tutela dell’incolumità dei lavoratori e all’adozione di misure adeguate al rischio.
Questo non significa che ogni azienda abbia lo stesso numero di estintori o lo stesso tipo di presidio. Un piccolo ufficio amministrativo, un negozio aperto al pubblico, un laboratorio con lavorazioni a caldo e un magazzino con materiali combustibili non hanno lo stesso scenario di incendio.
In pratica, il datore di lavoro deve partire dalla valutazione del rischio incendio e verificare se l’attività rientra in una regola tecnica specifica, se è soggetta ai controlli di prevenzione incendi o se può applicare i criteri semplificati previsti per i luoghi di lavoro a basso rischio.
“La scelta e la gestione degli estintori devono essere coerenti anche con il piano di emergenza ed evacuazione, perché gli addetti devono sapere dove si trovano i presidi, quando usarli e quando invece dare priorità all’esodo.”
Quanti estintori servono in azienda?
Non esiste una risposta valida per tutte le aziende. La formula “un estintore ogni tot metri quadri” può essere utile solo se prevista da una specifica regola tecnica o da criteri applicabili al caso concreto. Usarla come regola universale è rischioso, perché può portare a sottodimensionare o posizionare male i presidi.
Per i luoghi di lavoro a basso rischio di incendio, il DM 3 settembre 2021 prevede un criterio molto pratico: devono essere installati estintori con capacità estinguente minima non inferiore a 13A, carica minima non inferiore a 6 kg o 6 litri, in numero tale da garantire una distanza massima di raggiungimento pari a 30 metri.
Questo criterio non dice semplicemente “metti un estintore ogni 30 metri”. Dice che, da ogni punto significativo dell’attività, l’estintore deve essere raggiungibile entro quella distanza e deve essere idoneo al principio di incendio prevedibile.
Se sono presenti liquidi infiammabili, sostanze combustibili particolari, materiali plastici che possono liquefarsi, cucine, quadri elettrici, archivi, depositi o lavorazioni specifiche, il numero e il tipo di estintori devono essere verificati in modo mirato.
Cosa significano 13A, 89B e le classi di fuoco?
| Sigla | Significato pratico | Esempio da capire |
| Classe A | Incendi di materiali solidi che formano braci. | Carta, legno, cartone, tessuti, molti arredi. |
| Classe B | Incendi di liquidi infiammabili o solidi che possono liquefarsi. | Solventi, benzina, vernici, cere, paraffine, alcune plastiche. |
| 13A | Capacità minima richiesta dal DM 3 settembre 2021 per gli estintori nei luoghi di lavoro a basso rischio. | Non indica il peso dell’estintore: indica una prestazione di spegnimento su fuochi di classe A. |
| 89B | Capacità estinguente minima da considerare quando sono presenti liquidi infiammabili o solidi liquefattibili. | Serve a verificare che l’estintore sia adatto anche a un principio di incendio di classe B. |
| 6 kg o 6 litri | Carica minima indicata dal DM 3 settembre 2021 per i luoghi di lavoro a basso rischio. | È il contenuto dell’estintore, non la sua capacità estinguente. |
In pratica, la lettera indica il tipo di incendio per cui l’estintore è adatto, mentre il numero indica la capacità estinguente verificata secondo le prove tecniche. Per questo non basta dire “un estintore da 6 kg”: bisogna controllare anche la classe e la capacità riportate sull’etichetta.
Metodo pratico per capire quanti estintori installare
- Disegnare o recuperare la planimetria aggiornata dei locali.
- Individuare accessi, uscite, percorsi di esodo, scale, corridoi e punti di raccolta interni o esterni.
- Segnare le aree a rischio specifico: quadri elettrici, depositi, archivi, locali tecnici, cucine, aree con liquidi infiammabili, zone di ricarica batterie, lavorazioni a caldo.
- Verificare da ogni area la distanza effettiva per raggiungere un estintore, considerando muri, arredi, porte, ostacoli e percorsi reali.
- Controllare che l’estintore sia idoneo alla classe di fuoco prevedibile.
- Aggiungere presidi dove il percorso è troppo lungo, dove l’estintore non è visibile o dove esiste un rischio specifico non coperto.
- Aggiornare planimetria, registro dei controlli e procedure di emergenza.
Risposta breve
Nei luoghi di lavoro a basso rischio il criterio pratico è la raggiungibilità dell’estintore entro 30 metri. Per le altre attività non basta una regola standard: occorre verificare valutazione del rischio, regole tecniche applicabili e prescrizioni specifiche.
Dove devono essere posizionati gli estintori?
Gli estintori devono essere trovati e usati subito.
Un presidio nascosto, coperto da scatole, spostato o chiuso in un locale non è realmente disponibile.
Per i luoghi di lavoro a basso rischio, il DM 3 settembre 2021 richiede che gli estintori siano disponibili per l’uso immediato. Tradotto in pratica: devono essere visibili, raggiungibili e collocati lungo percorsi coerenti con l’esodo e con le aree a rischio.
- lungo i percorsi di esodo, senza restringere o ostacolare il passaggio;
- vicino alle uscite dei locali, di piano o finali;
- in prossimità delle aree a rischio specifico;
- in posizione visibile, segnalata e facilmente raggiungibile;
- su supporto stabile o in armadio idoneo, evitando collocazioni provvisorie;
- non dietro arredi, scaffalature, espositori, macchinari o materiale depositato;
- non in punti dove l’utilizzatore dovrebbe avvicinarsi inutilmente alla fonte del rischio per prenderlo.
Un errore comune è mettere l’estintore esattamente dentro l’area pericolosa. In molti casi è più corretto collocarlo in prossimità dell’area, ma in una posizione che consenta all’addetto di prenderlo senza esporsi subito al focolaio o al fumo.
L’accessibilità dei presidi dovrebbe essere verificata anche durante le prove di evacuazione, che permettono di individuare estintori nascosti, percorsi ostruiti, segnaletica poco visibile e altre criticità dell’organizzazione reale.
Che tipo di estintore serve?
Il tipo di estintore dipende dal materiale che può bruciare. Non tutti gli incendi si affrontano nello stesso modo e non tutti gli agenti estinguenti sono adatti a ogni scenario.
| Scenario | Scelta pratica da valutare |
| Ufficio, aula, area amministrativa | Estintori idonei ai fuochi di classe A. Nei luoghi chiusi il DM 3 settembre 2021 indica come opportuno l’uso di estintori a base d’acqua per principi di incendio di classe A o B. |
| Quadri elettrici e apparecchiature in tensione | Servono estintori idonei all’uso previsto su apparecchiature elettriche. La scelta va verificata sul dispositivo e nella valutazione del rischio. |
| Deposito o archivio | Valutare carico d’incendio, materiali stoccati, altezza degli scaffali, accessibilità e distanza di raggiungimento. |
| Liquidi infiammabili o solidi liquefattibili | Gli estintori installati per il principio di incendio di classe A devono possedere anche capacità estinguente non inferiore a 89B. |
| Cucina o area con oli e grassi | Valutare presidi idonei ai fuochi di classe F, oltre agli altri rischi presenti. |
| Lavorazioni particolari o metalli combustibili | Serve valutazione specifica: gli estintori ordinari possono non essere idonei. |
Attenzione agli estintori a polvere nei luoghi chiusi. Non sono vietati in assoluto, ma il DM 3 settembre 2021 segnala che la polvere può ridurre improvvisamente la visibilità e compromettere l’orientamento durante l’esodo. In un ufficio, in una scuola, in un ambiente aperto al pubblico o in un locale con apparecchiature delicate, questa valutazione non va ignorata.
Chi deve controllare gli estintori in azienda?
Bisogna distinguere sorveglianza interna, controllo periodico e manutenzione tecnica: attività collegate, ma diverse per finalità e responsabilità.
| Attività | Chi la svolge | Cosa significa in pratica |
| Sorveglianza | Lavoratori normalmente presenti, adeguatamente istruiti. | Verifica visiva regolare: estintore presente, visibile, libero, segnalato, non danneggiato, con cartellino leggibile e accessibile. |
| Controllo periodico | Tecnico manutentore competente/qualificato secondo il quadro applicabile. | Controllo tecnico previsto dalla norma tecnica applicabile e registrazione dell’intervento. |
| Revisione programmata | Tecnico manutentore. | Intervento tecnico più approfondito, con periodicità variabile in base al tipo di estintore. |
| Collaudo | Tecnico manutentore. | Verifica del serbatoio e della tenuta secondo la norma tecnica e le scadenze applicabili. |
| Manutenzione straordinaria | Tecnico manutentore. | Intervento dopo anomalie, danni, urti, scarica anche parziale, perdita di pressione, cartellino non leggibile o altre non conformità. |
La sorveglianza interna non sostituisce il controllo periodico. Serve a evitare che l’estintore resti per mesi in una condizione evidentemente non sicura: coperto da materiale, spostato, scarico, urtato, senza cartellino o non raggiungibile.

Ogni quanto devono essere controllati gli estintori in azienda?
Il DM 1 settembre 2021 prevede che controllo e manutenzione degli impianti, delle attrezzature e degli altri sistemi di sicurezza antincendio siano eseguiti e registrati secondo le disposizioni vigenti, la regola dell’arte, le norme tecniche applicabili e le istruzioni di fabbricante e installatore.
Per gli estintori, l’Allegato I del DM 1 settembre 2021 richiama la UNI 9994-1 come norma tecnica di riferimento. La UNI 9994-1:2024 prevede il controllo periodico con periodicità massima di 6 mesi. Revisione e collaudo hanno invece scadenze diverse in base al tipo di estintore, al serbatoio e alla tecnologia costruttiva.
| Controllo | Periodicità pratica | Nota operativa |
| Sorveglianza interna | Regolare, secondo organizzazione aziendale e valutazione del rischio. | Per molte aziende è utile una verifica mensile o comunque programmata, con lista di controllo. |
| Controllo periodico | Massimo 6 mesi secondo UNI 9994-1. | Deve risultare da cartellino e documentazione tecnica. |
| Revisione programmata | Variabile in base al tipo di estintore. | Esempio: per molti estintori a polvere di nuova generazione la revisione è passata a 60 mesi con UNI 9994-1:2024; verificare sempre tipo, data e norma applicabile. |
| Collaudo | Variabile in base al tipo di estintore. | Per molte tipologie la scadenza è 120 mesi, ma alcuni estintori a base d’acqua o schiuma hanno scadenze diverse. Non usare una tabella generica senza verificare il presidio. |
Il registro dei controlli antincendio è obbligatorio?
Sì, il DM 1 settembre 2021 richiede al datore di lavoro di predisporre un registro dei controlli dove annotare controlli periodici e interventi di manutenzione su impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio. Il registro deve essere aggiornato e disponibile per gli organi di controllo.
Per gli estintori, il registro dovrebbe permettere di capire almeno: dove si trova ogni presidio, che tipo di estintore è, quando è stato controllato, chi è intervenuto, quale esito ha avuto il controllo, quali anomalie sono state riscontrate e quali azioni correttive sono state fatte.
- identificativo dell’estintore;
- ubicazione aggiornata;
- tipologia e capacità estinguente;
- data del controllo periodico;
- data di revisione e collaudo, se pertinenti;
- esito dell’intervento;
- anomalie rilevate;
- interventi eseguiti;
- firma o riferimento del manutentore;
- prossima scadenza programmata.
Per capire chi deve predisporlo, quali verifiche annotare e come organizzare rapporti di manutenzione, scadenze e anomalie, consulta la guida completa al registro dei controlli antincendio.
Il tecnico manutentore deve essere qualificato?
Il DM 1 settembre 2021 ha introdotto la figura del tecnico manutentore qualificato per i presidi antincendio. Tuttavia, l’entrata in vigore delle disposizioni dell’articolo 4 sulla qualificazione è stata prorogata al 25 settembre 2026 dal DM 15 luglio 2025.
La proroga non sospende gli obblighi: controlli, manutenzione, registrazioni, regola dell’arte, norme tecniche e istruzioni del fabbricante restano attuali.
In pratica, l’azienda non deve aspettare il 25 settembre 2026 per fare manutenzione. Deve già oggi affidarsi a operatori competenti, verificare la documentazione degli interventi e conservare registrazioni chiare.
Gli addetti antincendio devono saper usare gli estintori?
Sì. Gli estintori sono utili solo se l’organizzazione sa gestirli e gli addetti antincendio sono formati in modo coerente con attività e procedure aziendali.
Per capire quale percorso formativo serve agli addetti, è utile verificare le differenze tra corso antincendio livello 1, 2 e 3, perché la formazione deve essere coerente con il rischio e con i compiti assegnati.
Va chiarito anche un aspetto spesso trascurato: l’addetto antincendio non deve esporsi a rischi indebiti. L’estintore serve per un principio di incendio, quando l’intervento è possibile in sicurezza. Se il fuoco è già sviluppato, se c’è fumo, se l’esodo è compromesso o se l’addetto non ha condizioni sicure, la priorità è allertare, evacuare e applicare la procedura di emergenza.
La gestione degli estintori si collega anche alla nomina degli addetti antincendio, che devono conoscere presidi, procedure, limiti di intervento e modalità di allarme.
Esempi pratici: come cambia la scelta degli estintori
Piccolo ufficio amministrativo
In un ufficio con arredi, carta, postazioni informatiche e affollamento contenuto, il problema principale è garantire estintori visibili, raggiungibili e idonei. Non basta metterne uno all’ingresso se alcune stanze, sale riunioni o archivi restano oltre la distanza di raggiungimento o se il presidio è nascosto da arredi.
Negozio aperto al pubblico
In un negozio bisogna considerare anche clienti e visitatori. Gli estintori devono essere raggiungibili dal personale, segnalati e non coperti da espositori, merce, scaffali temporanei o allestimenti promozionali. Se il layout cambia spesso, la sorveglianza interna diventa essenziale.
Magazzino o deposito
In un magazzino contano carico d’incendio, altezza degli scaffali, materiali stoccati, imballaggi, muletti, ricarica batterie, vie di transito e accessi. Un numero di estintori apparentemente sufficiente può diventare inadeguato se gli scaffali allungano i percorsi o se le merci coprono la segnaletica.
Officina o laboratorio
Qui la valutazione deve considerare lavorazioni a caldo, oli, solventi, bombole, impianti elettrici, macchine e depositi tecnici. Gli estintori devono essere scelti in base alle classi di fuoco prevedibili e collocati in modo che l’addetto non debba attraversare l’area più pericolosa per raggiungerli.
Edificio con più aziende
Quando più datori di lavoro condividono spazi, scale, corridoi o uscite, serve coordinamento. Gli estintori delle parti comuni e quelli delle singole attività devono essere coerenti con le procedure, con il piano di emergenza e con le responsabilità gestionali. Il problema non è solo chi li compra, ma chi li controlla, chi registra gli interventi e chi segnala le anomalie.
Anche qui non bisogna ragionare per formule automatiche. Una chiesa non va trattata sempre come un ufficio o come un locale di spettacolo: occorre verificare il caso concreto, la presenza di lavoratori, l’affollamento, eventuali attività accessorie, locali parrocchiali, archivi, depositi, impianti termici o vincoli dell’edificio. In pratica, la presenza degli estintori e la loro gestione devono essere valutate in base al rischio reale e alle norme applicabili alla specifica attività.
Errori da evitare
- Comprare estintori “a pacchetto” senza valutare rischio, percorsi e aree specifiche.
- Applicare la formula “uno ogni 150 mq” come regola generale per ogni attività.
- Mettere l’estintore dove non disturba, invece che dove serve.
- Lasciare estintori nascosti da scatole, espositori o arredi.
- Non aggiornare la posizione degli estintori dopo modifiche di layout.
- Confondere sorveglianza interna e controllo tecnico semestrale.
- Avere il cartellino aggiornato ma il registro incompleto, o viceversa.
- Non verificare se l’estintore è idoneo per quadri elettrici, liquidi infiammabili, cucine o rischi specifici.
- Pensare che la proroga del tecnico manutentore qualificato sospenda la manutenzione.
- Non formare gli addetti antincendio sull’uso corretto e sui limiti di intervento.
Checklist operativa per il datore di lavoro
- La valutazione del rischio incendio è aggiornata?
- Gli estintori sono indicati in planimetria?
- Da ogni area l’estintore è raggiungibile entro la distanza prevista dai criteri applicabili?
- Gli estintori sono visibili, segnalati e liberi da ostacoli?
- Le aree a rischio specifico hanno presidi idonei?
- Il tipo di estintore è coerente con le classi di fuoco prevedibili?
- Gli addetti antincendio sanno dove sono i presidi e quando usarli?
- La sorveglianza interna è organizzata con una lista di controllo?
- Il controllo periodico è programmato almeno ogni 6 mesi secondo UNI 9994-1?
- Revisione e collaudo sono monitorati in base al tipo di estintore?
- Il registro dei controlli è aggiornato e disponibile?
- Dopo spostamenti, lavori, ampliamenti o nuove attrezzature è stata rifatta la verifica?
Cosa fare in pratica
Gli estintori in azienda non sono un adempimento da chiudere con l’acquisto iniziale e il cartellino semestrale. Sono presidi di sicurezza che devono essere scelti, posizionati, controllati e mantenuti dentro un sistema organizzato.
La regola pratica è semplice: l’estintore deve essere adatto al rischio, collocato nel punto giusto, libero da ostacoli, controllato nei tempi previsti e conosciuto dagli addetti che potrebbero usarlo.
Quando uno di questi elementi manca, il problema non è solo documentale: in emergenza il presidio potrebbe non funzionare come previsto.
Per le aziende, la sicurezza antincendio non si misura solo dalla presenza degli estintori, ma dalla capacità di integrarli in un sistema fatto di valutazione del rischio, formazione, controlli e procedure operative. Edafos supporta imprese, datori di lavoro e figure della sicurezza nella costruzione di una gestione antincendio concreta, documentata e coerente con gli obblighi normativi.

FAQ
Quanti estintori servono in un ufficio?
Dipende dalla valutazione del rischio, dalla superficie, dai percorsi reali, dalle uscite e dalle aree specifiche. Nei luoghi di lavoro a basso rischio il criterio pratico è garantire la raggiungibilità entro 30 metri con estintori almeno 13A e carica minima 6 kg o 6 litri.
È obbligatorio avere un estintore in azienda?
Nei luoghi di lavoro devono essere previste misure antincendio adeguate al rischio. Gli estintori sono il presidio di primo intervento più comune, ma numero, tipo e posizione devono essere coerenti con la valutazione del rischio incendio.
Ogni quanto si controllano gli estintori?
La sorveglianza interna deve essere regolare. Il controllo periodico tecnico degli estintori è previsto con periodicità massima di 6 mesi secondo UNI 9994-1. Revisione e collaudo variano in base al tipo di estintore.
Chi può fare la manutenzione degli estintori?
La manutenzione deve essere eseguita da tecnici competenti e, nel quadro del DM 1 settembre 2021, da tecnici manutentori qualificati. L’entrata in vigore delle disposizioni sulla qualificazione è prorogata al 25 settembre 2026, ma gli obblighi di controllo, manutenzione e registrazione restano attuali.
Il controllo visivo fatto dall’azienda sostituisce il controllo del manutentore?
No. La sorveglianza interna serve a individuare anomalie evidenti tra un intervento tecnico e l’altro. Non sostituisce il controllo periodico, la revisione o il collaudo.
Gli estintori devono stare vicino alle uscite?
In generale devono essere visibili e raggiungibili, lungo i percorsi di esodo, vicino alle uscite dei locali, di piano o finali e in prossimità delle aree a rischio specifico.
Gli estintori a polvere vanno bene negli uffici?
Non sono vietati in assoluto, ma nei luoghi chiusi il DM 3 settembre 2021 segnala che la polvere può ridurre la visibilità e creare problemi durante l’esodo. Per principi di incendio di classe A o B è opportuno valutare estintori a base d’acqua, se idonei allo scenario.
Serve un estintore vicino al quadro elettrico?
Il rischio elettrico va valutato. Se è previsto l’impiego su apparecchiature in tensione, devono essere installati estintori idonei all’uso previsto e utilizzati secondo le indicazioni del dispositivo.
Link utili
D.Lgs. 81/2008, art. 46 – prevenzione incendi
DM 1 settembre 2021 – controllo e manutenzione antincendio
Pagina Vigili del Fuoco sul DM 1 settembre 2021 e ss.mm.ii.
DM 3 settembre 2021 – criteri generali sicurezza antincendio luoghi di lavoro
DM 15 luglio 2025 – proroga qualificazione tecnico manutentore
Vigili del Fuoco – corsi di formazione addetti antincendio


