Dall’allarme interno all’arrivo dei soccorsi: come organizzare compiti, comunicazioni e accessi in caso di infortunio o malore.
Una procedura di emergenza sanitaria chiara aiuta l’azienda a organizzare i primi momenti di un infortunio o di un malore. Un lavoratore si sente male in magazzino: un collega se ne accorge, ma non sa chi avvisare. L’addetto al primo soccorso è in un altro reparto; nel frattempo qualcuno cerca il responsabile e nessuno indica all’ambulanza quale ingresso utilizzare.
Per evitare queste incertezze, la procedura deve definire come segnalare l’evento, chi interviene, come attivare tempestivamente i soccorsi esterni e come accompagnarli fino al luogo dell’emergenza. Istruzioni semplici e conosciute dalle persone presenti rendono più efficace il coordinamento quando ogni minuto conta.
Il punto di partenza è l’organizzazione del primo soccorso richiesta dall’articolo 45 del D.Lgs. 81/2008: il datore di lavoro deve adottare misure adeguate all’attività, alle dimensioni aziendali e alle persone presenti, sentito il medico competente ove nominato, e stabilire i necessari rapporti con i servizi esterni.

Che cosa deve fare una procedura di emergenza sanitaria
La procedura di emergenza sanitaria traduce l’organizzazione aziendale in istruzioni utilizzabili durante un infortunio o un malore.
Per costruirla, è utile partire da cinque domande:
- Come viene segnalata l’emergenza?
- Come si raggiungono gli addetti presenti?
- Chi attiva il soccorso sanitario?
- Chi assiste la persona e chi collabora?
- Come raggiungono il luogo dell’evento i soccorritori esterni?
L’efficacia del primo soccorso aziendale dipende dal coordinamento tra addetti formati, presidi disponibili e comunicazioni rapide. La procedura deve rendere concretamente applicabili le misure organizzative, chiarendo come segnalare l’emergenza, attivare i soccorsi e facilitarne l’arrivo.
Per nomina, classificazione aziendale e durata dei corsi, puoi consultare la guida Edafos sull’addetto al primo soccorso: obblighi, corsi e gruppi A-B-C.

Da quali informazioni partire
Una procedura di emergenza sanitaria generica rischia di lasciare irrisolti proprio i passaggi più importanti.
Prima di scrivere le istruzioni, conviene raccogliere alcune informazioni sulla sede:
| Informazione | Domanda da risolvere |
| Distribuzione dei locali | Ci sono reparti lontani, piani diversi o aree esterne? |
| Orari e turni | Chi è effettivamente presente nelle diverse fasce orarie? |
| Comunicazioni | Il telefono funziona in tutti i punti interessati? |
| Accessi | Quale cancello o ingresso permette di raggiungere più facilmente la persona? |
| Presidi | Dove si trovano e come vengono raggiunti? |
| Persone presenti | Come vengono informati visitatori, fornitori e personale esterno? |
| Rischi specifici | Quali informazioni possono servire ai soccorritori? |
Questa tabella è una traccia organizzativa proposta: va adattata alla realtà aziendale.

Chi fa cosa durante l’emergenza
Per evitare istruzioni ambigue, è utile distinguere il ruolo di chi assiste all’evento da quello dell’addetto formato e delle persone che offrono supporto logistico.
La seguente ripartizione è un esempio da personalizzare.
| Ruolo | Compito da definire nella procedura |
| Chi rileva l’evento | Segnalare dove è accaduto e che cosa ha osservato; richiedere aiuto senza esporsi a pericoli |
| Addetto al primo soccorso | Raggiungere il luogo, verificare la sicurezza della scena e prestare assistenza secondo formazione e istruzioni della centrale |
| Persona incaricata della chiamata | Comunicare con i soccorsi, riportando informazioni attendibili e mantenendo il contatto con chi assiste l’infortunato |
| Persona incaricata dell’accoglienza | Rendere disponibile l’accesso e guidare i soccorritori al punto dell’evento, se può farlo in sicurezza |
| Responsabile organizzativo individuato | Coordinare le necessità aziendali previste dalla procedura senza ostacolare l’assistenza |
Questi compiti non richiedono necessariamente cinque persone distinte. L’azienda deve scegliere una distribuzione concretamente applicabile anche quando il personale presente è ridotto.
Come organizzare la segnalazione interna
Nella procedura di emergenza sanitaria vanno indicati il recapito o il sistema di allarme interno, il modo per contattare gli addetti e l’alternativa prevista se il primo contatto non risponde.
È preferibile predisporre un’istruzione semplice: comunicare il luogo preciso, che cosa è accaduto e quali pericoli sono visibili.
Per esempio:
«Serve l’addetto al primo soccorso nel magazzino, corsia 3, vicino alla porta di carico. Una persona è caduta. Sono presenti carrelli in movimento.»
Nella procedura vanno indicati il recapito o il sistema di allarme interno, il modo per contattare gli addetti e l’alternativa prevista se il primo contatto non risponde.
L’allarme interno non deve ritardare la richiesta di soccorso sanitario. Quando è necessario un intervento urgente, la procedura deve consentire di attivarlo tempestivamente, senza attendere autorizzazioni amministrative.
Chiamata ai soccorsi: quali informazioni preparare
La scheda di chiamata dovrebbe essere facilmente consultabile e contenere i dati fissi della sede, lasciando a chi telefona il compito di descrivere ciò che sta accadendo.
Le informazioni essenziali comprendono:
- Comune, indirizzo e denominazione dell’azienda;
- ingresso da utilizzare ed eventuali punti di riferimento;
- reparto, piano o area dell’evento;
- che cosa è accaduto e quante persone sono coinvolte;
- condizioni osservabili della persona;
- pericoli presenti;
- numero telefonico per essere ricontattati.
Bisogna rispondere alle domande dell’operatore e attendere le sue indicazioni prima di terminare la chiamata. La localizzazione tecnologica non sostituisce una descrizione chiara del luogo.
112 o 118?
Il Ministero della Salute dedica una specifica informativa al 118 e al Numero unico di emergenza europeo 112. Nella procedura aziendale occorre riportare riferimenti coerenti con il sistema territoriale e istruzioni comprensibili per chi deve chiamare.
È utile predisporre una scheda di chiamata per ciascuna sede, soprattutto quando l’indirizzo legale non coincide con l’ingresso operativo.

Assistenza e accesso dei soccorritori
L’addetto deve operare secondo la formazione ricevuta e le istruzioni della centrale sanitaria.
In attesa dei soccorsi, occorre evitare affollamenti attorno alla persona e facilitare l’arrivo del personale sanitario. Nei siti complessi, la procedura dovrebbe individuare chi, se disponibile e in condizioni di sicurezza, attende i soccorritori all’ingresso e li accompagna fino al luogo dell’emergenza.
Per verificare questo punto, l’azienda può effettuare un controllo pratico:
- L’ingresso indicato è riconoscibile dalla strada?
- Il cancello può essere aperto da chi è presente?
- Il percorso è libero?
- Il reparto è identificato con lo stesso nome riportato nella procedura?
- Le informazioni sui pericoli possono essere comunicate rapidamente?
Sono verifiche organizzative semplici, utili soprattutto quando il complesso ospita più imprese o dispone di accessi differenti.
Presidi e comunicazioni devono essere utilizzabili
La procedura di emergenza sanitaria deve aiutare a trovare le dotazioni e ad attivare i soccorsi.
Il D.M. 388/2003 disciplina cassetta di pronto soccorso o pacchetto di medicazione secondo il gruppo aziendale, accessibilità e mantenimento delle dotazioni, oltre alla disponibilità di un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza sanitaria. Prevede inoltre disposizioni specifiche per i lavoratori che operano in luoghi isolati diversi dalla sede aziendale.
Nella parte operativa conviene quindi riportare ubicazioni precise e comprensibili: “armadio segnalato all’ingresso del reparto confezionamento” è più utile di “presidi disponibili in azienda”.
Un esempio: emergenza sanitaria in magazzino
Consideriamo un magazzino con uffici, un’area di carico e due ingressi.
Una possibile organizzazione prevede che:
- Chi rileva l’evento comunichi il punto esatto e richieda aiuto.
- L’addetto presente raggiunga l’area e agisca secondo la propria formazione.
- La chiamata ai soccorsi venga effettuata tempestivamente quando necessaria, comunicando le condizioni osservate.
- Una persona disponibile accolga i mezzi all’ingresso individuato.
- Le attività vicine siano gestite in modo da evitare ulteriori pericoli e lasciare libero il percorso.
Queste attività possono svolgersi contemporaneamente: quando è necessario un intervento urgente, la chiamata ai soccorsi non deve attendere l’arrivo dell’addetto o il completamento degli altri passaggi.
Questo esempio è una traccia da adattare. Prima di adottarla, occorre verificare come funzionerebbe durante il turno con meno personale o quando l’ingresso principale è chiuso.
Come verificare che la procedura funzioni
Per verificare la procedura di emergenza sanitaria, si può partire da uno scenario semplice: “Una persona si sente male nel reparto più distante. Come chiediamo aiuto?”
L’obiettivo è controllare se le informazioni scritte corrispondono alle condizioni reali. Per esempio, si può verificare se i recapiti sono aggiornati, gli addetti sono individuabili, le indicazioni dei locali sono chiare e l’accesso scelto è utilizzabile.
Le prove dei contatti interni non devono comportare chiamate di prova ai numeri di emergenza. Il 112 è destinato alle richieste reali di soccorso.
Come buona pratica, conviene riesaminare le istruzioni quando cambiano turni, locali, accessi, recapiti o organizzazione del servizio, e dopo un evento che abbia evidenziato difficoltà.
Per approfondire la preparazione degli incaricati, consulta i percorsi Edafos per addetti al primo soccorso del Gruppo A e dei Gruppi B e C.
Per verificare l’organizzazione della tua sede, scarica la checklist Edafos dedicata alla procedura di emergenza sanitaria. Contiene 27 controlli, spazi per annotare evidenze e criticità e un piano degli interventi con responsabili e scadenze.
È disponibile in Word modificabile e PDF stampabile, da adattare ai rischi e alle caratteristiche dell’azienda.
Una procedura efficace trasforma l’organizzazione in azioni concrete: sapere chi interviene, come chiamare i soccorsi e come facilitarne l’arrivo significa proteggere le persone quando ogni minuto conta.

FAQ sulla procedura di emergenza sanitaria
Qual è la differenza tra procedura e corso di primo soccorso?
Il corso sviluppa le competenze dell’addetto. La procedura definisce come funziona il sistema nella sede: contatti, allarme, accessi e collaborazione. I due elementi devono essere coordinati.
La chiamata deve essere effettuata sempre dall’addetto?
La chiamata può essere effettuata dall’addetto oppure da una persona che collabora con lui. Occorre garantire informazioni attendibili sulle condizioni della persona e non ritardare l’attivazione dei soccorsi.
Basta esporre il numero di emergenza?
È utile, ma non risolve tutti i passaggi. Chi chiama deve poter indicare il luogo preciso e consentire ai soccorritori di raggiungerlo.
Si può utilizzare lo stesso modello in più sedi?
Si può condividere una struttura comune. Indirizzi, ingressi, recapiti, ubicazione dei presidi e organizzazione degli addetti devono però corrispondere a ciascuna sede.
Da dove iniziare per migliorare la gestione?
Dal percorso reale: come viene rilevato l’evento, come arriva l’aiuto e come entrano i soccorritori. Una verifica di questi passaggi permette di individuare istruzioni mancanti o difficili da applicare.
Link utili
D.Lgs. 81/2008 – Testo vigente su Normattiva — in particolare, articoli 43 e 45 sulla gestione delle emergenze e sul primo soccorso.
D.M. 15 luglio 2003, n. 388 – Ministero del Lavoro, PDF — organizzazione, dotazioni e formazione del primo soccorso aziendale.
118 e Numero unico di emergenza europeo 112 – Ministero della Salute — riferimenti per l’attivazione del soccorso sanitario.


