Che cosa prevedono le indicazioni dei Vigili del Fuoco per la valutazione del rischio, la progettazione, la gestione e la manutenzione dei sistemi di accumulo elettrico.
La sicurezza antincendio dei BESS (Battery Energy Storage System) richiede una valutazione specifica dei rischi di incendio ed esplosione. Questi sistemi accumulano energia elettrica per renderla disponibile quando serve e possono essere installati a servizio di impianti fotovoltaici ed eolici, reti elettriche, complessi residenziali o attività produttive.
Il 23 dicembre 2024 i Vigili del Fuoco hanno trasmesso le linee guida per l’analisi del rischio e l’individuazione delle misure di sicurezza antincendio; una successiva nota del 5 giugno 2025 ha fornito chiarimenti su alcuni aspetti applicativi, tra cui le distanze di sicurezza.

Che cos’è un BESS
Un BESS è un sistema elettrochimico che immagazzina energia e la rende disponibile quando viene richiesta. Può comprendere celle e moduli installati in armadi o rack, container per le batterie, dispositivi di gestione e protezione e sistemi per la conversione dell’energia.
Tra i componenti rientrano il BMS (Battery Management System), che monitora parametri come tensione, corrente e temperatura, e il PCS (Power Conversion System), che gestisce la conversione dell’energia. Le configurazioni variano dai sistemi residenziali ai container collegati a parchi solari o eolici e alle installazioni autonome.
Le linee guida si applicano alla progettazione, alla realizzazione e all’esercizio dei BESS. Le metodologie di analisi del rischio e le misure antincendio indicate sono riferite in particolare ai sistemi destinati alla produzione di massa (caso c); il documento può essere utilizzato come riferimento anche per le altre categorie.
Le linee guida considerano “isola BESS” un gruppo di container combinati con un sistema di conversione della potenza, organizzato come unità modulare e funzionalmente indipendente. Questa definizione è utile perché alcune distanze si calcolano tra container appartenenti alla stessa isola e altre tra isole diverse.
BESS: non esiste solo il litio
Nei sistemi a batterie a flusso gli elettroliti liquidi sono conservati in serbatoi separati e circolano nella cella durante le fasi di carica e scarica. È una tecnologia diversa dalle batterie agli ioni di litio, che sono oggi molto diffuse nei BESS. La chimica e la configurazione del sistema incidono sulla valutazione dei rischi: le misure antincendio vanno quindi definite in base all’impianto specifico.

Perché il rischio va valutato sul sistema e sul contesto
L’analisi non può limitarsi alle batterie. Deve considerare la potenza installata, la configurazione del BESS, la posizione, le caratteristiche degli edifici vicini, le persone esposte e la possibilità per i soccorritori di raggiungere e gestire l’impianto.
Uno degli scenari da esaminare è il thermal runaway: una reazione incontrollata che può provocare un rapido aumento della temperatura e propagarsi da una cella ad altre. Il guasto può, inoltre, comportare il rilascio di gas e la formazione di miscele potenzialmente esplosive. Le linee guida richiedono che la valutazione consideri anche la possibile esposizione a sostanze pericolose e gli effetti su persone, beni e ambiente.
La valutazione deve includere, inoltre, i possibili eventi NATECH, cioè gli incidenti tecnologici innescati o aggravati da eventi naturali. Se vengono utilizzate batterie di seconda vita, le prestazioni da considerare sicure devono essere ridefinite per la nuova applicazione.
A quali installazioni si applicano le linee guida
I BESS non sono elencati come attività autonoma nell’Allegato I del D.P.R. 151/2011. Tuttavia, l’installazione può modificare il livello di sicurezza antincendio preesistente e, in alcuni casi, aggravare il rischio.
Le disposizioni tecniche delle linee guida riguardano:
- i nuovi BESS installati presso attività soggette ai controlli di prevenzione incendi;
- le modifiche rilevanti di impianti esistenti, quando incidono sulle condizioni di sicurezza antincendio.
Negli altri casi, le linee guida possono costituire un riferimento utile per la progettazione. Per stabilire gli adempimenti necessari occorre valutare la specifica attività e le caratteristiche dell’intervento: non è corretto dedurre un obbligo identico per ogni installazione dalla sola presenza di un sistema di accumulo.
Il collegamento con gli impianti fotovoltaici
Il tema si collega anche alla prevenzione incendi degli impianti fotovoltaici, trattata dalla Nota dei Vigili del Fuoco n. 14030 del 1° settembre 2025.
Impianto fotovoltaico e BESS: due Note diverse
La Nota 14030/2025 riguarda la prevenzione incendi degli impianti fotovoltaici e, in presenza di un sistema di accumulo statico associato, indica una specifica valutazione del rischio d’incendio ed esplosione. Per gli aspetti BESS richiama le linee guida della Nota DCPREV 21021/2024. I due documenti sono collegati, ma hanno oggetto distinto.

Rilevazione, gestione dei gas e protezione
Tra gli aspetti da considerare nella progettazione rientrano il monitoraggio dei parametri delle batterie, i dispositivi di sezionamento e la rilevazione dei gas rilasciati dalle celle. Le linee guida affrontano anche le misure per prevenire la propagazione del thermal runaway e per gestire le miscele esplosive che possono formarsi durante un evento.
I locali batterie e i container devono essere dotati di sistemi di rilevazione d’incendio; le indicazioni contemplano sensori per gas, fumo e/o calore e misure per gestire le miscele esplosive. Sono inoltre trattati la rete idranti e gli impianti fissi di controllo o spegnimento, da progettare in funzione della batteria e delle caratteristiche del locale o del container. Le misure alternative devono essere motivate e documentate nell’analisi del rischio.
Non esiste, quindi, una soluzione antincendio da scegliere in modo isolato e valida per ogni BESS: le misure devono essere coerenti con il sistema installato e con gli scenari individuati.
Distanze di sicurezza: i valori delle linee guida
La Nota 21021/2024 riporta i valori di riferimento per container e isole BESS. La tabella distingue le distanze esterne, di protezione e interne: non sono tutte misurate rispetto al fabbricato più vicino.
| Elemento | Distanza esterna | Distanza di protezione | Distanza interna |
|---|---|---|---|
| Container BESS | 20 m | 6 m | 4 m |
| Isola BESS | 20 m | 6 m | 6 m |
Come leggere le distanze di sicurezza BESS
La Nota 9467/2025 chiarisce che la distanza interna si misura tra i container della stessa isola o tra quelli appartenenti a isole diverse. La distanza di protezione va dall’elemento pericoloso al confine dell’area dell’attività; quella esterna considera gli elementi da tutelare oltre tale confine, come edifici e opere vicine.
Come unità base per il calcolo, la Nota assume un container standard da 40 piedi. È possibile realizzare questa unità anche con due container o cabinati distinti, purché la superficie complessiva in pianta non superi 32 m².
Se le distanze indicate non sono rispettabili, le linee guida prevedono la possibilità di ricorrere a barriere di protezione. La riduzione delle distanze fino alla metà richiede di verificare che resti garantita l’operatività dei mezzi antincendio. Le linee guida non fissano requisiti minimi generali di resistenza al fuoco per le barriere; le caratteristiche dichiarate dal produttore possono essere considerate nella valutazione progettuale. Distanze diverse possono, inoltre, essere individuate con l’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio.
Trasformatori e inverter sono considerati elementi pericolosi quando ricadono nel campo di applicazione del D.M. 15 luglio 2014; in tal caso, per le distanze interne si può fare riferimento alle disposizioni di quel decreto.

Esercizio, formazione e piano di emergenza
La sicurezza continua durante l’esercizio. Il responsabile dell’attività deve assicurare la manutenzione a regola d’arte e la sorveglianza dell’impianto, anche da remoto. Il responsabile e il personale designato, compresi gli addetti alla manutenzione, devono ricevere una formazione specifica sui pericoli del BESS, sulla conduzione e sulle misure da adottare in caso di incidente.
Presso l’impianto devono essere disponibili le istruzioni per l’esercizio, la pianificazione di emergenza, gli schemi degli impianti e il registro di manutenzione. Il personale deve conoscere le procedure, attivare il piano in caso di pericolo e avvisare i soccorsi. Anche la cartellonistica e le planimetrie devono permettere di individuare con chiarezza i componenti e i dispositivi di sicurezza.
BESS e Classe L: temi collegati, ma distinti
Un sistema BESS può utilizzare batterie agli ioni di litio, ma le linee guida BESS e la classificazione degli incendi rispondono a esigenze diverse. Le prime riguardano la valutazione e la gestione antincendio dell’impianto; la Classe L introdotta dalla ISO 3941:2026 riguarda invece la classificazione degli incendi che coinvolgono batterie agli ioni di litio. La norma ISO non sostituisce l’analisi del rischio del singolo sistema.
Per approfondire la classificazione degli incendi da batterie al litio, puoi consultare l’articolo Edafos sulla Classe L e la norma ISO 3941:2026. Per il tema specifico dei presidi, trovi anche l’approfondimento sugli estintori per batterie al litio.
Sicurezza antincendio dei BESS: dalla progettazione alla gestione
La sicurezza antincendio dei BESS richiede di coordinare valutazione del rischio, progettazione, misure di protezione, procedure di emergenza e manutenzione. Le linee guida dei Vigili del Fuoco offrono un riferimento tecnico, da applicare tenendo conto delle caratteristiche dell’impianto e dell’attività in cui viene installato.
Una prevenzione efficace nasce da scelte progettuali consapevoli e da una gestione competente nel tempo.
Edafos promuove la cultura della sicurezza attraverso informazione, formazione e aggiornamento.

FAQ sui sistemi BESS e la sicurezza antincendio
I sistemi BESS sono soggetti ai controlli dei Vigili del Fuoco?
I BESS non sono elencati come attività autonoma nell’Allegato I del D.P.R. 151/2011. L’installazione può però modificare il livello di sicurezza antincendio dell’attività in cui viene inserita. Le linee guida si applicano ai nuovi impianti presso attività soggette e alle modifiche rilevanti; negli altri casi possono essere un riferimento utile per la progettazione.
Che cosa si intende per “isola BESS”?
La Nota 9467/2025 definisce l’isola BESS come un gruppo di container combinati con un sistema di conversione della potenza, organizzato come unità modulare e funzionalmente indipendente. La distinzione è utile per individuare le distanze da considerare tra container della stessa isola e tra isole diverse.
Quali distanze di sicurezza sono indicate per i BESS?
Le linee guida riportano valori diversi per container e isole BESS. Per un container indicano 20 metri di distanza esterna, 6 di protezione e 4 interna; per un’isola, rispettivamente 20, 6 e 6 metri. La loro applicazione dipende dalla corretta individuazione degli elementi e dei perimetri da considerare; la valutazione progettuale può, inoltre, esaminare le soluzioni previste dalle linee guida.
È obbligatoria una parete REI 120 intorno al BESS?
Le linee guida non stabiliscono un requisito minimo generale di resistenza al fuoco per le barriere di protezione. Le caratteristiche delle pareti o dei container possono essere considerate dal progettista nella valutazione delle distanze e delle eventuali soluzioni alternative. Non è quindi corretto indicare la parete REI 120 come prescrizione valida per ogni BESS.
Che cosa cambia se il BESS è associato a un impianto fotovoltaico?
La Nota 14030/2025 dei Vigili del Fuoco indica che, quando all’impianto fotovoltaico è associato un sistema di accumulo statico, va effettuata una specifica valutazione del rischio d’incendio ed esplosione. La Nota richiama come riferimento le linee guida BESS della Nota 21021/2024.
Link utili
ISO – ISO 3941:2026, Classification of fires.
Nota prot. n. 21021 del 23 dicembre 2024 – testo consultabile.
Nota prot. n. 9467 del 5 giugno 2025 – chiarimenti BESS.
NOTA_01_09_2025_n_14030_linee_guida_FV.


